Sigarette
(foto dal web)

Un 50enne di Misano (Rimini) ha trovato su un pacchetto di sigarette la foto della moglie morta circa un anno prima e ha deciso di chiedere alla multinazionale del tabacco un risarcimento di 100 milioni di euro.

Incredibile quanto accaduto ad un 50enne di Misano, comune in provincia di Rimini, che ha ritrovato la foto di sua moglie, deceduta due anni fa, su un pacchetto di sigarette. Dopo lo choc iniziale, l’uomo ha deciso di chiedere alla multinazionale del tabacco in questione un risarcimento di 100 milioni di euro assistito dall’avvocato Guglielmo Guerra.

Trova la foto della moglie morta un anno prima su un pacchetto di sigarette: chiesti 100 milioni di euro di risarcimento

Da anni ormai i pacchetti di sigarette e di tabacco riportano delle foto choc di malati terminali o di organi danneggiati per sensibilizzare i fumatori a smettere di fumare. Un 50enne di Misano, però, su un pacchetto alla fine del 2018 ha ritrovato la foto della moglie, deceduta qualche mese prima non per una patologia riconducibile al fumo, mentre era ricoverata in ospedale in fin di vita. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Resto del Carlino, il 50enne dopo lo choc iniziale per quanto accaduto si è recato dal suo avvocato Guglielmo Guerra per chiedere spiegazioni alla multinazionale, soprattutto per capire come quest’ultima fosse entrata in possesso dello scatto. Il legale, dunque, ha contattato la multinazionale spiegando che “quella pubblicazione non è mai stata autorizzata e che prima di pubblicizzare l’immagine l’operatore deve verificare se ci sia o meno il consenso della parte interessata, e che nel caso di specie verosimilmente nessun controllo è stato effettuato“. Dopo mesi la multinazionale ha risposto spiegando: “Le segnaliamo -riporta Il Resto del Carlino che le informazioni, così come le immagini che appaiono sui pacchetti di prodotti del tabacco, sono tassativamente indicate e incluse negli elenchi stabiliti dalla normativa europea e dalla legislazione nazionale. In buona sostanza, la società utilizza solo diciture e immagini stabilite dalle predette normative e inserite negli appositi archivi ufficiali, strutturati per consentire alle società produttrici l’apposizione delle avvertenze di legge sulle confezioni. Non c’è peraltro alcuna discrezionalità nella scelta delle immagini da parte degli operatori del settore che sono obbligati a usare le immagini (che normalmente sono 14 per anno)“. Dopo queste parole il 50enne attraverso il suo legale ha intentato una causa chiedendo un risarcimento di 100 milioni di euro.

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