Sommozzatori vigili del fuoco
Sommozzatori vigili del fuoco (foto dal web)

Tragico rinvenimento nel fiume Tevere, Roma, dove un pescatore ha visto emergere dall’acqua il corpo di una neonata probabilmente data alla luce venerdì.

Un pescatore di anguille, Cesare Bergamini, divenuto famoso a seguito del film Il Sacro Gra, ha rinvenuto nelle acqua del fiume Tevere il corpo senza vita di una neonata data alla luce probabilmente venerdì. Gli inquirenti hanno disposto che sui resti della piccola venga eseguito un esame autoptico i cui risultati potranno chiarire se la neonata è morta per annegamento o è stata lanciata in acqua già priva di vita. Si indaga per omicidio volontario.

Cadavere di una neonata rinvenuto nel fiume: “Sembrava un pupazzetto”

Sembrava un pupazzetto” avrebbe dichiarato Cesare Bergamini, come riporta la redazione de Il Messagero, dopo aver visto emergere dalle acque del Tevere, il fiume che divide Roma, il cadavere di una neonata. Il ritrovamento è stato effettuato precisamente poco prima della località Centro Giano, a Sud del ponte sul Raccordo Anulare, intorno alle 14:30 di ieri 6 luglio. L’uomo, dopo aver rinvenuto il piccolo cadavere, ha contattato le forze dell’Ordine, legando il corpicino della piccola alla vegetazione lungo gli argini. La bambina aveva la carnagione chiara, probabilmente di origine caucasica e nata da poco meno di 24 ore con ancora il cordone ombelicale, reciso con le forbici e poi annodato.

Sul posto sono accorsi sommozzatori dei vigili del fuoco, gli agenti della Fluviale della polizia, la Scientifica, gli uomini dei commissariati di Spinaceto ed Esposizione, che hanno provveduto al recupero dei resti. Il corpo della piccola è stato adagiato su di un battello che tempo fa era un ristorante, l’Anaconda, e lì è stata eseguita una prima disamina. Il pescatore d’anguille ha riportato agli inquirenti di aver notato, riporta la redazione de Il Messaggero, che “dietro la nuca era tutta arrossata come se avesse i segni di un colpo, di una contusione”.  È stata, dunque, disposta l’autopsia la quale dovrà chiarire se la piccola sia stata gettata in acqua ancora viva o se invece era già morta; di certo, ad avviso del medico legale la piccola, appena venuta alla luce aveva respirato.

Le ipotesi degli inquirenti: riflettori puntati sul mondo della prostituzione

La circostanza sulla quale maggiormente si interrogano gli inquirenti è su chi sia la madre della piccola. Le indagini, condotte in tale direzione, hanno avuto inizio allertando le strutture ospedaliere che possano aver accettato nelle ultime 24/48 donne in stato di gravidanza, prossime al parto, ma che non hanno optato per il ricovero, tornando a casa. Successivamente, gli inquirenti, come riportato da Il Messaggero, hanno perlustrato le baraccopoli presenti vicino gli argini del fiume, nel tentativo di riuscire a carpire informazioni utili. Al vaglio degli inquirenti anche i filmati delle telecamere presenti in prossimità della zona del ritrovamento.

Uno dei sospetti che si fa maggiormente largo nelle menti di chi indaga è che la piccola possa essere nata da una prostituta il cui protettore, per farla tornare in strada, le abbia sottratto la figlia. Le indagini, quindi, puntano i riflettori sul mondo della prostituzione, anche se non è escluso che il gesto possa essere stato compiuto da una madre che voleva disfarsi della propria creatura appena nata.

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