Jonathan Rea spiega il segreto della sua vittoria in Gara 1 Superbike a Donington, ma commenta pure la caduta inattesa di Alvaro Bautista su Ducati.

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Jonathan Rea con Tom Sykes e Leon Haslam sul podio Superbike a Donington (foto WorldSBK)

La lotta per il titolo del campionato mondiale Superbike 2019 è più aperta che mai. Gara 1 a Donington ha riportato in testa alla classifica Jonathan Rea, protagonista di una vittoria fantastica. Un dominio dalla prima curva al traguardo su pista bagnata.

Il quattro volte campione SBK nel finale di manche e nell’immediato post-gara ha sfogato tutta la propria gioia per questo risultato. Il suo inizio di stagione non è stato facile a causa di un Alvaro Bautista dominante sulla nuova Ducati Panigale V4 R ma rivelatosi non infallibile negli ultimi tre GP. Tre cadute, infatti, per lo spagnolo: l’ultima oggi, determinante per il sorpasso di Johnny nella classifica mondiale. 9 punti li separano ora.

Superbike, Gara 1 Donington: Rea esulta, Bautista si lecca le ferite

Grande soddisfazione per Rea, che comunque non può abbassare la guardia. Domani ci sono Superpole Race e Gara 2, il meteo dovrebbe essere sereno e dunque i valori in pista possono un po’ cambiare. Scontato immaginarsi un Bautista desideroso di riscattarsi dopo la scivolata di oggi.

Il pilota della Kawasaki intanto si gode il trionfo della prima manche di Donington, in attesa di tornare a gareggiare domenica: «Dopo la Superpole Race di Jerez ero a -61 – riporta Speedweek -, ora ho cambiato il Mondiale. Il nostro setup sul bagnato è stato ottimo, ho potuto guidare bene e la moto era stabile in frenata. Sapevo che andando al limite da subito avrei potuto avere un vantaggio. Onestamente, per me è stato abbastanza facile e non ho rischiato molto».

Nonostante la condizione di bagnato, che induce sempre tanta prudenza, il quattro volte campione Superbike è partito a cannone e in pochi giri ha accumulato 4-5 secondi di vantaggio sugli inseguitori. Ha fatto un altro sport oggi a Donington, senza neppure rischiare granché. Una manifestazione netta di superiorità la sua: «Ho capito in fretta il limite – spiega – mentre agli altri piloti è servito qualche giro in più e poi hanno tenuto un ritmo simile al mio, però ormai avevo grande vantaggio. La gara sembrava interminabile, a un certo punto mancavano 13 giri e invece pensavo fosse l’ultimo. Ho cercato di non commettere errori».

Aver deciso di imporre subito il proprio ritmo ha fatto la differenza. Serviva tanta fiducia per farlo e lui è stato bravo a non sbagliare. Inevitabile commentare quanto successo al rivale Bautista, che per il terzo GP di fila è caduto: «Avevo visto una Ducati sul prato, ma non avevo letto il numero della moto. Poi il team mi ha informato che si trattava di Alvaro e sono rimasto scioccato. Comunque bisogna ammettere che lui col bagnato ha ancora corso poco in Superbike».

 

Matteo Bellan