Caso Vannini, Antonio Ciontoli: “Ai genitori di Marco chiedo…”

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Antonio Ciontoli e Franca Leosini
L’intervista di Antonio Ciontoli rilasciata al programma Rai Storie maledette

Antonio Ciontoli nel corso della seconda ed ultima parte dell’intervista esclusiva concessa al programma Rai Storie Maledette ha chiesto perdono ai genitori di Marco Vannini.

Martedì è andata in onda la seconda ed ultima parte dell’intervista esclusiva ad Antonio Ciontoli al programma Rai Storie Maledette. L’ex sottufficiale della Marina Militare condannato in appello a 5 anni di reclusione per l’omicidio colposo di Marco Vannini alla giornalista Franca Leosini ha raccontato quei drammatici momenti nella notte tra il 17 ed il 18 maggio 2015 in cui Marco venne ferito ed ucciso da un colpi di pistola nella villetta di Ladispoli. Ciontoli nel corso della seconda parte ha chiesto anche perdono ai genitori del ragazzo di Cerveteri affermando che trovare uno spiraglio di comprensione è il suo più grande desiderio.

Caso Vannini, Ciontoli chiede perdono ai genitori di Marco a Storie Maledette

In apertura della seconda ed ultima parte dell’intervista esclusiva ad Antonio Ciontoli al programma Rai Storie Maledette, il sottufficiale della Marina Militare ha chiesto perdono alla famiglia di Marco Vannini. “Per me il tempo si è fermato a quella data, sono consapevole di quanto male ho fatto ai genitori di Marco, ma anche ai miei familiari, a Viola. Ho condannato anche loro a vivere una vita che non hanno scelto di vivere. Il mio scopo di vita, il mio più grosso desiderio è quello di cercare un piccolo spiraglio da parte dei genitori di Marco, che comprensibilmente ci hanno chiuso tutte le porte. Oggi può sembrare utopia, ma chiedo che possano trovare misericordia e perdono per me. Sono consapevole che perdere un figlio è un dolore incommensurabile, da genitore posso comprenderlo, ma aspetto la loro misericordia ed il loro perdono. Non sarà la condanna in tribunale a farmi star male, ma quella che porto dentro“. In vari passaggi dell’intervista Ciontoli ha ribadito la sua versione ammettendo di aver premuto il grilletto per errore affermando “non ho mai voluto, né ipotizzato la morte di Marco Vannini. Non pensavo che potesse morire“. Il capofamiglia ha anche risposto alla domanda della Leosini “Quanto vale secondo lei una vita umana?” dicendo: “L’ergastolo“. Infine Ciontoli ha ammesso: “Futuro? Io non riesco a vedere futuro, cercherò con tutte le mie forze di stare vicino alle persone a cui ho fatto del male, voglio pagare per quanto ho fatto, se è ho sbagliato è giusto che io paghi“. Intanto è stata fissata l’udienza in Corte di Cassazione per il 7 febbraio 2020.

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