Omicidio Luca Varani: ecco la decisione della Corte di Cassazione

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Luca Varani
Luca Varani (foto dal web)

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna comminata in appello a Manuel Foffo, l’uomo accusato del brutale omicidio di Luca Varani commesso nel marzo 2016.

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Manuel Foffo, l’uomo accusato del brutale omicidio di Luca Varani, ucciso nel marzo del 2016 in un appartamento nel quartiere Collatino di Roma. I giudici della Suprema Corte hanno, dunque, rigettato il ricorso della difesa di Foffo che chiedeva, come riportato dalla redazione de Il Fatto Quotidiano, il vizio di mente per il proprio assistito.

Omicidio Luca Varani: la Corte di Cassazione conferma la condanna a 30 anni per Manuel Foffo

I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza emessa il 10 luglio 2017 dalla corte d’Assise d’Appello di Roma in merito alla condanna a 30 anni di reclusione per Manuel Foffo, il ragazzo accusato di aver torturato e ucciso Luca Varani, insieme all’amico e compagno Marco Prato, suicidatosi in cella il giorno prima dell’inizio del processo nel gennaio 2017. Il brutale assassinio sarebbe stato commesso dai due il 4 marzo 2016 in un appartamento nel quartiere Collatino di Roma dove, secondo la ricostruzione dell’accusa, Varani si recò contattato da Foffo e Prato, i quali, dopo averlo stordito con farmaci e alcool lo uccisero con numerose coltellate e martellate. La difesa di Foffo aveva presentato ricorso invocando il vizio di mente per il suo assistito, richiesta che è stata rigettata dai giudici della Corte Suprema che hanno confermato la condanna comminata all’uomo in appello. Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione ha spiegato: “Davanti a condotte criminali -riporta Il Fatto Quotidianocome questa oggetto del processo è difficile credere che possano essere commesse da un umano. Il polimorfismo da cui è affetto Foffo, né l’intossicazione cronica da alcol, giustificano quanto accaduto.Varani -ha proseguito il sostituto procuratore generale- era stato reso inerme ma non era incosciente, era capace di percepire le sofferenze che gli sono state imposte, in un’agonia di oltre due ore. Una morte lenta e atroce” e ancora secondo il pg si è toccato “l’abisso umano“. Il padre di Luca Varani ha commentato la lettura della sentenza affermando: “Mio figlio è stato ucciso per il gusto di uccidere: questo fatto è da ergastolo. Non mi fermerò qui. Siamo noi quelli più condannati, senza sconti. Non cambia nulla ma mi auguro che il responsabile della morte di Luca e del nostro dolore eterno resti a scontare la sua pena in carcere“.

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