Marc Marquez (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Marc Marquez (Foto Gold & Goose/Red Bull)

MotoGP | Marquez ha già in tasca il GP di Germania (e il Mondiale). A meno che…

Almeno sulla carta, il Gran Premio di Germania di MotoGP 2019 si prospetta come una gara senza storia. Il Sachsenring, infatti, è una di quelle piste, anzi, forse addirittura la pista dove in assoluto, più ancora che in ogni altra, Marc Marquez ha saputo imporre il suo completo dominio. Dal 2010 ad oggi (contando tutte le classi le classi 125, Moto2 e MotoGP) nessun altro pilota ha tagliato il traguardo per primo sul circuito tedesco, ma non solo: nessun altro pilota è mai nemmeno riuscito ad ottenere la pole position. Nelle ultime nove edizioni, sei delle quali nella categoria regina, la tappa teutonica del Motomondiale ha avuto uno ed un solo padrone: il Cabroncito.

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Merito di una conformazione del tracciato che si adatta indubbiamente bene alle caratteristiche tecniche della Honda: a parte i sei trionfi targati Marquez, infatti, la Casa alata ha vinto al Ring in ben quindici occasioni sulle ventuno in cui si è corso qui, dal 1998 ad oggi. Per fare un confronto, la Yamaha è ferma a quattro successi, la Ducati e la Suzuki ad uno ciascuna. Ma non è, ovviamente, soltanto la moto a fare la differenza: il sette volte iridato, infatti, è capace di affrontare le curve della pista della Sassonia come nessun altro. Come del resto gli capita praticamente in tutti i circuiti dove si corre in senso antiorario, ovvero dove prevalgono le pieghe a sinistra (al Sachsenring sono ben undici, contro appena tre a destra): e girare a sinistra è la specialità di Marquez, un po’ per talento naturale, un po’ per l’allenamento specifico che si è inventato con le gimkane in minimoto.

Marquez fortissimo al Sachsenring, ma…

Se a tutti questi ingredienti si aggiunge anche lo stato di forma strepitoso in cui si ritrova Magic Marc in questa prima metà del Mondiale di MotoGP 2019, che lo vede dominatore assoluto della classifica generale con ben 44 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso, e reduce da un secondo posto d’intelligenza, che gli ha permesso di incrementare il suo margine perfino su una pista teoricamente sfavorevole come quella di Assen, il verdetto sembra scontato. La vittoria del Gran Premio di Germania pare assegnata a tavolino a Marc Marquez, che ha un’occasione d’oro per lanciarsi definitivamente in fuga verso il titolo iridato. E agli altri, Ducati in testa, non resterà che limitare i danni e puntare al massimo alla piazza d’onore.

Tutto questo in teoria. Eppure c’è un grande “però”. Questa stessa disamina, questa stessa descrizione di un monologo assoluto e annunciato del fuoriclasse di Cervera, l’avevamo scritta anche alla vigilia del Gran Premio delle Americhe, un altro che era fino ad oggi vissuto sul dominio totale di Marquez. Ma così non è stato in questa edizione 2019, quando ad Austin per il catalano è andato tutto storto: è caduto mentre era in testa. Questo dimostra che Marc, in fondo, non è davvero imbattibile, nemmeno quando lo sembra. O meglio, che il suo primo avversario, certe volte, è proprio lui. Sarà così anche questa domenica? I suoi avversari, sicuramente, se lo augurano…

Fabrizio Corgnati