Famiglia distrutta: madre e figlio trovati morti nella loro abitazione

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Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Una madre di 71 anni ed il figlio disabile di 44 sono stati ritrovati morti all’interno della loro abitazione ieri mattina a Terno d’Isola (Bergamo). L’anziana avrebbe accusato un malore mentre prestava assistenza al figlio affetto da una grave patologia degenerativa.

Una terribile tragedia si è consumata nella notte tra sabato 29 e domenica 30 giugno a Terno d’Isola, un piccolo comune di circa 8 mila abitanti nella provincia di Bergamo. Una madre di 71 anni ed il figlio disabile di 44 sono stati ritrovati senza vita all’interno della loro abitazione ieri mattina, martedì 2 luglio, dalle forze dell’ordine ed i pompieri allarmati dal fisioterapista che seguiva da tempo il 44enne, affetto dalla distrofia muscolare di Duchenne.

Madre anziana e figlio disabile ritrovati morti in casa: a dare l’allarme il fisioterapista

Nella mattinata di ieri, martedì 2 luglio, i vigili del fuoco e i carabinieri hanno sfondato la porta di casa di una 71enne dopo l’allarme lanciato da un fisioterapista che seguiva il figlio disabile della donna. Entrati nell’abitazione, in via Casolini, 26 a Terno d’Isola(Bergamo), i militari dell’Arma ed i pompieri si sono ritrovati davanti ad una scena agghiacciante: la donna, Felicita Carminati, ed il figlio 44enne Thomas Arrigoni, affetto da una grave patologia degenerativa, la distrofia muscolare di Duchenne, erano morti probabilmente da oltre 24 ore. Secondo la ricostruzione degli inquirenti riportata dalla redazione de L’Eco di Bergamo, l’anziana donna avrebbe accusato un malore mentre sollevava Thomas con il sollevatore dotato di ventilazione per la respirazione. Il figlio è rimasto sospeso per diverse ore in una posizione anomala e non sarebbe sopravvissuto. Ad allarmare i soccorsi è stato il fisioterapista della Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) Raniero Carrara preoccupato per la mancata risposta della donna. L’uomo ha commentato quanto accaduto spiegando: “Quando sono arrivato – riporta L’Eco di Bergamo– e ho visto che non mi rispondevano né mi aprivano ho avuto un brutto presentimento. Da una finestra semiaperta ho visto il ventilatore che usava Thomas. Era staccato. E il dramma mi si è immediatamente parato davanti agli occhi: lui non poteva resistere molto tempo senza ventilatore“.

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