Cancro alla prostata, come si riconosce ed in che modo intervenire

Cancro alla prostata
Sintomi e come intervenire in caso di cancro alla prostata © Getty Images

Il cancro alla prostata rappresenta una delle malattie più diffuse al mondo per quanto riguarda la popolazione maschile: come si riconosce e cosa fare.

Riguardo al cancro alla prostata, l’accortezza suggerita dalla maggior parte dei medici e degli specialisti è quella di fare bene attenzione al cosiddetto Psa. Si tratta del test di sangue deputato alla misurazione dell’antigene prostatico specifico. Di questo fatto si parla da tempo: solitamente valori alti dello stesso portano a pensare all’insorgere oppure alla presenza di un qualche disturbo alla prostata, di entità diversa. Si può andare da una semplice infiammazione fino ad infezione od anche tumore, nei casi più gravi. Non occorre farsi prendere dal panico, come gli stessi esperti consigliano. Quel che è importante fare è una corretta prevenzione, con visite da svolgere regolarmente almeno una volta l’anno se non meno. La rivista specializzata di settore ‘Jama Internal Medicine’ riporta in un apposito articolo che c’è però una tendenza a considerare il rischio di contrarre una grava malattia alla prostata come di un qualcosa di poco probabile. Specialmente quando il Psa si mostra basso, soprattutto in individui che assumono farmaci specifici per curare l’ipertrofia prostatica benigna.

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Cancro alla prostata, quali sono i sintomi

Qualora si manifestino dei disturbi frequenti come ad esempio bruciore, disturbi urinari e presenza di sangue nelle urine, sarà consigliabile sottoporsi ad una visita. Il cancro alla prostrata è tra i più diffusi nella popolazione maschile mondiale, in base a delle osservazioni datate al 2007. Per fortuna sono stati fatti grossi passi in avanti nella lotta allo stesso, specialmente se si riesce ad essere tempestivi. Statisticamente il 91% di chi ha avuto una diagnosi vecchia di almeno 5 anni riesce a sopravvivere. In Italia le stime parlano di un potenziale malato alla prostata su 8 riguardo al rischio tumori. L’età è tra i principali fattori di rischio. La problematica in questione tende a manifestarsi soprattutto dopo i 50 anni ed in particolare nella terza età. Incide anche la familiarità, con situazioni di malattia molto più probabili per coloro che hanno un consanguineo già alle prese con questa malattia.

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In che modo fare prevenzione

Se si hanno alte presenze di testosterone è molto alta anche l’esposizione a questo male, visto che tale ormone favorisce la crescita delle cellule prostatiche. Lo stesso succede con una presenza in eccesso di ormone IGF1. Per contrastare ogni spiacevole eventualità il consiglio è sempre il solito. Ovvero quello di fare esercizio fisico anche leggero per almeno 3-4 volte a settimana, mangiare sano ed equilibrato ed evitare cibo spazzatura, alcolici e bevande gassate o zuccherate. Meglio prediligere invece una dieta con frutta e verdure fresche di stagione, cereali integrali e poca carne rossa, tra gli altri.

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