Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Due genitori sono stati arrestati nei pressi di Arzachena, in Sardegna, dai carabinieri che hanno ritrovato il loro figlio, un bambino di 11 anni, segregato in casa. Quest’ultimo avrebbe raccontato agli inquirenti le violenze subite annotate anche in un diario personale.

Un’agghiacciante storia arriva dalla Sardegna. Un bambino di soli 11 anni è stato tenuto segregato in casa, all’interno della sua cameretta per diverso tempo. A scoprire l’orrore consumatosi in una villetta della Costa Smeralda, vicino ad Arzachena sono stati i carabinieri intervenuti sul posto. Da quanto emerso sino ad ora, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, il piccolo veniva spesso rinchiuso nella cameretta della villetta dai genitori che potevano così trascorrere le serate insieme agli amici. A segnalare l’accaduto ai militari dell’Arma è stato lo stesso bambino, affetto da qualche disturbo psicologico, che li ha contattati con un cellulare privo di scheda Sim.

Orrore in una villetta in Sardegna: bambino segregato in casa dai genitori

Vi ho chiamato perché volevo parlare con mia zia. I miei sono andati a una festa e mi hanno rinchiuso nella mia cameretta, come fanno di solito“. Questo è quanto si è sentito dire un operatore del centralino del 112 che ha risposto alla chiamata di un bambino di 11 anni segregato in casa dai genitori. Il piccolo con un cellulare sprovvisto di scheda Sim ha contattato i carabinieri che sono subito intervenuti sul posto, una villetta della Costa Smeralda, vicino ad Arzachena, in Sardegna. I militari dell’Arma di Olbia, secondo quanto riportato da Il Messaggero, arrivati presso l’abitazione hanno ritrovato il piccolo, affetto da qualche disturbo psicologico, chiuso in cameretta con un bidone per i bisogni che ha raccontato ai carabinieri quanto era accaduto. Il bambino, inoltre, ha consegnato ai carabinieri il diario in cui annotava tutto quello che subiva e mostrato un tubo di gomma, circa un metro e mezzo, che i suoi genitori utilizzavano per picchiarlo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il bambino era stato chiuso in casa perché i genitori potessero tranquillamente trascorrere una serata con gli amici, circostanza che probabilmente si è ripetuta in più occasioni. La coppia, marito di 47 anni e moglie di 43, sono stati rintracciati dai carabinieri che li hanno arrestati e trasferiti presso il carcere di Bancali a Sassari con l’accusa di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. La povera vittima, invece, è stata accompagnata in una comunità protetta dove potrà usufruire di un adeguato supporto. Adesso i carabinieri stanno indagando per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accadeva anche grazie alle testimonianze di parenti e conoscenti che verranno sentiti.

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