Libro su Mario Biondo, la madre: “Lo avranno comprato anche i suoi assassini”

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Mario Biondo
Mario Biondo e la madre Santina

Lo scrittore Paolo Gentili, in collaborazione con la madre del giovane Mario Biondo ha presentato il libro sul caso a Palermo nei giorni scorsi.  In merito, la nostra redazione ha contattato Santina D’Alessandro.

Nei giorni scorsi è stato presentato a Palermo il libro sul caso di Mario Biondo, il cameraman siciliano ritrovato impiccato il 30 maggio del 2013 nel suo appartamento di Madrid, dove viveva con la moglie, la conduttrice spagnola Raquel Sanchez Silva. L’opera, uscita nell’ottobre dello scorso anno, dal titolo “Morte di un bravo ragazzo. L’incredibile storia di Mario Biondo“, è stata redatta dallo scrittore romano Paolo Gentili in collaborazione con la madre del giovane 31enne, Santina D’Alessandro. Il libro è stato presentato al San Lorenzo mercato di Palermo nella libreria Mondadori e all’evento erano presenti i genitori di Mario, lo scrittore e Carmelita Morreale, avvocato della famiglia Biondo.

Il caso Mario Biondo diventa un libro, la madre Santina: “In cantiere c’è il progetto di un secondo testo”

La tragica storia di Mario Biondo, il cameraman palermitano, ritrovato senza vita il 30 maggio del 2013 nel suo appartamento di Madrid, dove viveva con la moglie, è diventata un libro, pubblicato nell’ottobre del 2018. A narrare la vicenda è lo scrittore romano Paolo Gentili, il quale insieme alla madre di Mario, Santina D’Alessandro, ha provato a ricostruire il caso che ha sconvolto l’Italia intera e di cui da tempo si parla in numerose trasmissioni televisive. Il titolo del libro, pubblicato da Sovera Edizioni e presentato nei giorni scorsi al mercato San Lorenzo di Palermo, si intitola “Morte di un bravo ragazzo. L’incredibile storia di Mario Biondo“. La presentazione si è tenuta nell’attesa dei risultati della terza autopsia effettuata sulla salma del cameraman e dopo la decisione della Procura Generale del capoluogo siciliano di prorogare la fase di indagine. “Molte storie cominciano in silenzio -scrive Paolo Gentili-, lontano da tutti, coperte dall’indifferente oscurità della notte e dei cuori. Così è cominciata, o meglio è finita la storia di Mario Biondo ed è cominciata quella di Pippo, Santina, Andrea, Manuela e di tutte le persone che gli vogliono bene. Mario è morto solo, in compagnia forse di un segreto che non avrebbe mai dovuto scoprire, del quale non avrebbe mai dovuto parlare con nessuno e che l’ha accompagnato nell’oblio insieme a quel ‘mostro dagli occhi verdi’ che è la gelosia. Mani ignote hanno spento il lume della sua vita e hanno voluto farci credere che fosse stato lui stesso, Mario, a farlo. Altre mani, altre menti si sono finora ostinate a non voler guardare in faccia una verità che urla vendetta ed hanno trasformato questa già triste vicenda in un vero e proprio intrigo internazionale che abbiamo cercato di inseguire e rendere pubblico fin dove siamo potuti arrivare“.  In merito alla pubblicazione dell’opera e alla sua collaborazione nella stesura, abbiamo contattato la madre di Mario Biondo, Santina, la quale ha dichiarato: “È nato tutto da un’amicizia. In realtà Paolo Gentili ci ha contattato dopo aver seguito la trasmissione Chi l’ha visto? perché lui ci ha scorto subito un caso di omicidio dietro la morte di nostro figlio. Non ci ha contattati con l’intenzione di scrivere un libro; voleva capire, sapere, è stata una spalla per noi. Paolo Gentili si è interessato molto alla vicenda di Mario, gli è sembrato sin da subito un giallo internazionale, solo successivamente è nata l’idea di scrivere un libro. È un libro dossier quello su Mario: all’interno, infatti, ci sono fotocopie di documenti, le trascrizioni degli interrogatori rese agli inquirenti che io stessa gli ho inviato. Il risultato, a mio avviso, è stato eccellente. Oltre a raccontare la storia di Mario, il libro ha messo in evidenza le bugie e i depistaggi, ha svelato parte della nostra sofferenza, del nostro dolore, di quanto tutto questa ricerca della verità ci è costata in termini emotivi. Devo dire che ha grandemente rispecchiato le mie aspettative: è stato un lavoro sinergico tra noi e l’autore”. “Questo libro –prosegue Santina– è un modo per far conoscere la verità“.

Abbiamo chiesto a Santina se è prevista una traduzione del testo in spagnolo: “In molti hanno chiesto se il testo verrà tradotto in spagnolo. Il libro, infatti, pur essendo scritto in italiano è stato acquistato da molti spagnoli; sono stati ricevuti diversi ordini, sicuramente tra questi potrebbe esserci anche quello degli assassini di mio figlio. In ogni caso, la decisione di tradurlo spetta alla casa editrice. Inoltre,– prosegue Santina- in cantiere c’è il progetto di un secondo libro che rappresenterebbe la continuazione del primo, il quale si ferma, nella narrazione, agli eventi del 2017. Il secondo testo, sempre a cura di Paolo Gentili, avrà ad oggetto, dunque, gli sviluppi registratisi dal 2017 a quando verrà consegnata la relazione del terzo esame autoptico, che ancora attendiamo“.

Intervista a cura di Marco Spartà

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