Chernobyl piante
Solo le piante sono sopravvissute senza contraccolpi a Chernobyl: perché? © Getty Images

A Chernobyl avvenne il famoso disastro nucleare a metà degli anni ’80, ma ci sono degli esseri che, caso unico, non ne hanno risentito: sono le piante.

Il canale a pagamento ‘Sky Atlantic’ ha mandato in onda la miniserie ‘Chernobyl‘, che ha riscosso un altissimo grado di consensi e di plausi. Come è facile evincere dal nome, le vicende trattate sono inerenti il disastro nucleare avvenuto nel 1986 nella località dell’Ucraina. Per chi temeva che ci fosse un taglio eccessivamente documentaristico, non è così. Il filo conduttore utilizzato è quello tipico degli horror, con una attinenza non del tutto coerente con quanto di terribile avvenuto 33 anni fa nella località dell’Est Europa. L’intenzione è quella di coinvolgere emotivamente gli spettatori tenendoli sempre sul filo, non lesinando dei momenti di tensione. Ancora oggi a Chernobyl vige la cosiddetta ‘zona di alienazione’, al centro della quale per lungo tempo nessun uomo ha messo piede. E questo a causa delle fortissime radiazioni e dall’elevato rischio di contrarre tumori da una prolungata esposizione nell’area o dall’assunzione di prodotti della terra di quella zona. Che è vasta circa 30 km quadri.

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Chernobyl, le piante hanno poggiato su una maggiore resistenza del Dna

La natura ha comunque ripreso a fare il suo corso, tant’è vero che si risconta una cera popolazione di animali selvatici. Eppure non è stato difficile notare come la vegetazione invece sembra essere rimasta la stessa. Con un aspetto simile anche a prima del disastro, e che circondano la centrale nucleare. Come è stato possibile tutto ciò? Risponde un esperto, Stuart Thompson, che su ‘The Conversation’ fa riferimento alla maggiore flessibilità da parte delle piante. Le radiazioni alternano irrimediabilmente il Dna di qualunque essere. Si va da casi di malformazioni a quelle in cui l’esposizione diretta in aree contaminate provoca il cancro. Ciò avviene in praticamente tutti i tipi di animali conosciuti. Le piante però funzionano in modo diverso. Non avendo possibilità di muoversi, devono adattarsi nell’ambiente in cui nascono.

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L’adattabilità più sviluppata ha fatto la differenza

Quindi sviluppano una struttura modulare nel tempo, che si confà a quelle che sono le condizioni anche mutevoli riscontrate con il passare dei periodi. Per fare un esempio pratico, se in un posto comincia a fare eccessivamente freddo, un animale può andare in luoghi dalla temperatura più mite. Una pianta invece non può spostarsi, e sopperisce a questa mancanza con una struttura meglio attrezzata. Ed è proprio ciò che è accaduto a Chernobyl. Inoltre degli studi sembrano far pensare che diversi tipi di piante abbiano attuato la messa in pratica di ulteriori meccanismi aggiuntivi per preservare il loro Dna, compiendo delle modifiche a livello chimico. Un pò come quando avvenne diverse ere geologiche fa, quando il livello di radiazioni emesse dal sole e che irradiavano il nostro pianeta era molto più alto di quello attuale.