GP Austria, ecco perché il 2019 non è l’anno di Vettel

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Sebastian Vettel (©Getty Images)

F1 | GP Austria, Ecco perché il 2019 non è l’anno di Vettel

Se qualcuno nutriva ancora dei dubbi, il round della F1 al Red Bull Ring, li ha dissipati tutti. Il 2019 difficilmente vedrà Sebastian Vettel vincere il mondiale o ancora di più, potrebbe risultare persino improbabile un suo successo di gara.

Da quando a Monza lo scorso settembre ha appreso che in Ferrari sarebbe arrivato Charles Leclerc, il tedesco non è più stato lo stesso. Nervoso, falloso, incapace di fare la differenza, il quattro volte iridato è diventato un altro pilota rispetto a quello schiacciasassi dal 2010 al 2013.

E cosa dire del suo 2019 finora, se non che è esattamente il continuo di quella che potremmo descrivere come una fase discendente?

Di nuovo bloccato nelle performance e quasi sempre oscurato dal talentuoso monegasco, Seb è stato protagonista di due beffe negli ultimi due GP, talmente clamorose da assumere tratti tragicomici. Se in Francia è stato privato della vittoria non appena tagliato il traguardo con una penalità di 5″ per aver creato impedimento ad Hamilton, in Austria, il pasticcio glielo ha combinato proprio il box della Rossa facendosi trovare impreparato al momento del cambio gomme.

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Penso che questo fine settimana sia stato migliore per noi, forse come il Canada qualche settimana fa“, ha tentato comunque di prenderla con il sorriso dopo aver concluso 4° penalizzato da una qualifica al di sotto delle attese per via di un guasto al motore che gli aveva impedito di prendere parte al Q3.

Abbiamo capito cosa ci manca, ovvero il downforce“, ha quindi segnalato. “E adesso sappiamo su cosa dovremo intervenire per migliorare. Certo, non è facile e non sarà possibile risolvere in un giorno, tuttavia a Maranello stanno lavorando duramente e li ringrazio. Per quanto mi riguarda sono sempre positivo. Quest’anno possiamo disporre di una macchina in grado di vincere“.

Chiara Rainis