GP Austria, ecco il verdetto della FIA sullo scontro Leclerc-Verstappen

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Charles Leclerc e Max Verstappen (©Getty Images)

F1 | GP Austria, ecco il verdetto della FIA sullo scontro Leclerc-Verstappen

Alla fine, come normale che fosse, non se n’è fatto niente. La vittoria del GP dell’Austria è rimasta nelle mani di Max Verstappen nonostante la spintarella rifilata al leader fino a tre tornate dalla bandiera a scacchi Charles Leclerc che i ferraristi, del box e tifosi, speravano venisse sanzionata.

Un po’ sulla scia di quanto successo in Francia quando i protagonisti di un episodio borderline erano stati Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, i commissari hanno quindi  ritenuto opportuno non intervenire sul risultato. Di non ribaltare il verdetto della pista.

Cosa hanno deciso gli steward – Per il collegio giudicante formato da Tom Kristensen, Silvia Bellot, Nish Shetty e Walter Jobst, quello a cui abbiamo assistito è stato un normale incidente di corsa e di conseguenza non meritevole di una punizione.

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La vettura #33 (Verstappen) nel tentativo di superare la macchina 16 (Leclerc) alla curva 3 nel corso del giro 69 ha ritardato la frenata per avvantaggiarsi. Facendo questo si è trovata affiancata alla Ferrari in entrata e in pieno controllo della monoposto nella ricerca del sorpasso all’interno. Tuttavia avendo percorso un tratto appaiate per negoziare il cambio di direzione, lo spazio si è rivelato insufficiente per entrambe le auto“, si legge sul comunicato ufficiale. “Subito dopo il punto di corda, in uscita, è avvenuto un contatto. Alla luce delle circostanze non abbiamo ritenuto di poter incolpare uno dei due piloti dell’accaduto. Per noi si è trattato di un contrasto di gara“.

Sebbene si possa dire ben poco contro Mad Max visto il gran premio entusiasmante di cui si è reso autore, con tanti sorpassi degni di nota, un po’ di amaro in bocca lo ha lasciato ancora una volta la FIA, incapace di di dare una risposta definitiva su un caso semplicissimo se non prima delle 20. Forse se la F1 non interessa più come prima è anche colpa di storie come queste…

Chiara Rainis