L'Università di Catania
L’Università di Catania (foto dal web)

Un’inchiesta della Digos di Catania ha accertato che 27 concorsi universitari sono stati truccati: indagati 40 professori tra cui il rettore dell’università etnea.  

Scandalo per l’Università di Catania. Il rettore Francesco Basile e nove professori dell’ateneo sono stati sospesi con un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici emesso dal giudice per le indagini preliminari. I reati contestati, a seguito delle indagini svolte dalla polizia di Stato di Catania, sono di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti circa 30 concorsi, per professore ordinario, per professore associato e per ricercatore sarebbero, stati truccati in giro per le università italiane.

Scandalo all’università, concorsi truccati: indagati 40 professori

Un’inchiesta, denominata “Università bandita”, della Digos della polizia di Stato di Catania, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e affidata ai sostituti Bisogni, Vinciguerra e Di Stefano, ha accertato l’esistenza di 27 concorsi truccati in giro per gli atenei di mezza Italia. Nello specifico nel mirino degli inquirenti, nell’arco temporale che va da giugno 2016 a marzo 2018, sono entrati 17 concorsi per professore ordinario, 4 per professore associato, 6 per ricercatore. Per tali ragioni il rettore Francesco Basile e nove professori dell’Università di Catania sono stati sospesi con un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici emesso dal giudice per le indagini preliminari. A questi sono state fatte perquisizioni presso le abitazioni e sequestrati i loro cellulari. Gli indagati, secondo quanto riportato dalla redazione di Repubblica, sarebbero complessivamente 40 professori degli atenei di Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona. I reati contestati sono di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. In queste ore gli agenti della polizia di stato stanno effettuando le perquisizioni nelle abitazioni degli ulteriori indagati. La vicenda è stata commentata dal vice ministro dell’Istruzione, con delega all’Università, Lorenzo Fioramonti che sul proprio profilo Twitter ha scritto: “Seguo con attenzione questa vicenda. Storie così recano danno enorme al nostro settore, che sto cercando in tutti i modi di rilanciare. Autonomia non può significare abuso. A breve convenzione MIUR-ANAC su trasparenza/merito nelle selezioni

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