Strage di Lecco: semilibertà per la donna che massacrò le tre figlie

Edlira Copa
Edlira Copa (foto dal web)

Edlira Copa, la donna albanese che nel marzo del 2014 uccise le tre figlie di 13, 10 e 3 anni a Lecco, ha ottenuto la semilibertà.

Sono passati oltre 5 anni dalla terribile strage di Lecco, quando una 38enne uccise le tre figlie, di 13, 10 e 3 anni, con decine di coltellate. La donna, Edlira Copa, accusata di aver compiuto la strage all’interno di una appartamento nel quartiere di Chiuso nella notte tra l’8 e il 9 marzo del 2014, ha ottenuto la semilibertà. Edlira nel processo del 2015 era stata assolta per “vizio totale di mente”, ma il giudice aveva stabilito che trascorresse 10 anni in un ospedale psichiatrico giudiziario perché socialmente pericolosa. Dopo 5 anni la madre ora 43enne ha lasciato l’ex ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere e sarà seguita in una comunità di Lecco con la semilibertà, potendosi allontanare dalla struttura durante il giorno.

Strage di Lecco, il marito di Edlira Copa: “Non voglio sapere se è all’inferno o in paradiso

Nella notte tra l’8 e il 9 marzo del 2014 una donna 38enne albanese, Edlira Copa, si macchiò di un terribile delitto uccidendo le proprie figlie. Le vittime, Simona, Keisi e Sidny, di 13, 10 e 3 anni, furono brutalmente assassinate con decine di coltellate nella loro casa di Lecco, nel quartiere di Chiuso. La donna venne processata circa un anno dopo, nel 2015, ed i giudici decisero di assolverla per “vizio totale di mente”, ritenendo Edlira non in grado di intendere e di volere quando uccise le figlie prima di tentare di togliersi la vita. Dalla perizia psichiatrica emerse che la donna fosse affetta da “psicosi paranoide acuita dai problemi personali preesistenti” e per queste ragioni il giudice ha stabilito che la donna trascorresse 10 anni in un ospedale psichiatrico giudiziario. A cinque anni di distanza, come riporta la redazione de Il Corriere della Sera, Edlira ha ottenuto semilibertà avendo terminato il percorso riabilitativo all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere. Lasciato il Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) la donna adesso sarà seguita da una comunità nella provincia di Lecco che potrà lasciare durante le ore diurne. In merito l’ex prevosto di Lecco ha spiegato: “Edlira ora è una donna diversa – riporta Il Corriere della Sera-. Ha preso coscienza del suo gesto. Può sembrare difficile da comprendere, ma era già malata prima di commettere il terribile massacro, colpita da una profonda depressione dopo essersi separata dal marito. Aveva paura di non riuscire a crescere da sola le figlie e l’omicidio, nella sua mente fortemente disturbata, rappresentava l’unica via di salvezza. Negli ultimi anni si è convertita al Cristianesimo, ha ricevuto il battesimo e gli altri sacramenti. Ha intrapreso un cammino non ancora concluso“. Infine la redazione de Il Corriere della Sera riporta le parole dell’ex marito della donna: “Non voglio sapere se è all’inferno o in paradiso. Non mi imposta dove si trova perché questo non potrà mai cambiare il mio dolore. Voglio solo andare avanti, pensare alle mie figlie, per me la loro madre è morta 5 anni fa“.

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