Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

La trasmissione Chi l’ha Visto? nella puntata di ieri è tornata a parlare del caso Marco Vannini intervistando i genitori del ragazzo di Cerveteri, il super testimone Davide Vannicola ed il maresciallo Roberto Izzo, il quale nei giorni scorsi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

La trasmissione Rai Chi l’ha Visto? è tornata nuovamente a parlare del caso legato alla morte del giovane Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni deceduto nel maggio 2015 dopo essere stato colpito da un proiettile esploso all’interno della casa dei genitori della fidanzata, Martina Ciontoli. Nelle ultime settimane ci sono stati degli sviluppi sul caso con l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo. Il militare è stato indagato per favoreggiamento e falsa testimonianza dopo le rivelazioni dell’amico Davide Vannicola. Il commerciante di Tolfa, prima alla trasmissione Le Iene e poi agli inquirenti, aveva spiegato che Izzo gli aveva rivelato che a sparare quella sera non era stato Antonio Ciontoli, ma il figlio Federico. Nella puntata andata in onda ieri, mercoledì 26 giugno, del programma condotto da Federica Sciarelli l’inviata Chiara Cazzaniga ha intervistato Vannicola.

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Caso Marco Vannini, Davide Vannicola a Chi l’ha Visto?: “Per me Roberto Izzo era come un padre

Chi l’ha Visto? torna sul caso Marco Vannini con un nuovo servizio dell’inviata Chiara Cazzaniga. L’inviata ha intervistato il commerciante di Tolfa, Davide Vannicola, l’uomo che con le sue rivelazioni ha fatto aprire un nuovo fascicolo d’indagine da parte della Procura di Civitavecchia che ha iscritto nel registro degli indagati l’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo. Vannicola prima alla trasmissione Mediaset Le Iene e poi agli inquirenti, aveva spiegato che Izzo gli aveva confidato che a sparare quella sera non era stato Antonio Ciontoli, ma il figlio Federico. Inoltre Vannicola ha rivelato che il carabiniere gli aveva confidato che tra quest’ultimo e Ciontoli ci sarebbe stata una telefonata la sera della tragedia nel quale il padre della fidanzata gli rivela la circostanza ed Izzo consiglia a Ciontoli di addossarsi la colpa per quanto accaduto. Izzo risulta adesso indagato per favoreggiamento e falsa testimonianza ed è stato interrogato negli scorsi giorni per circa tre ore dagli inquirenti, i quali hanno ascoltato anche Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli che si trovava in casa quella sera, ed il brigadiere dei carabinieri Manlio Amadori, in servizio a Ladispoli all’epoca dei fatti. Chiara Cazzaniga, l’inviata del programma condotto da Federica Sciarelli si è recata nella bottega di Vannicola per chiedergli un commento relativo ai nuovi sviluppi. “Ho saputo quanto successo, credo che era un atto dovuto. L’unica cosa che posso dirti è male non fare, paura non avere ed io non ho paura di nulla. Io ho semplicemente detto una confidenza che mi era stata fatta, noi siamo stati cristallini. Io credo che la coscienza vada oltre l’amicizia. Per me Izzo era come un padre. Alle spalle abbiamo 20 anni di amicizia“. Gli inviati del programma Rai si sono recati nuovamente anche dal maresciallo Izzo che ha nuovamente smentito categoricamente le accuse: “L’ho detto a tutti che non è vero niente, sono tutte menzogne quelle dette da Davide Vannicola, non si sa perché ha detto quelle cose, ne risponderà in tribunale“.

Caso Vannini, i genitori del ragazzo: “Sono tutti e cinque responsabili della morte di Marco

Su questi ultimi sviluppi è intervenuta anche la madre di Marco Vannini, Marina Conte, ed il padre Valerio: “I giudici -afferma la mamma di Marco- che mi hanno cacciato dall’aula come un cane dopo che mi avevano ucciso un figlio, devono guardare e leggere bene queste carte. Marco era un ragazzo di 20 anni a cui non hanno tolto la vita. Dentro quella casa c’erano loro cinque e Marco che è uscito morto. A ucciderlo non è stato lo sparo, ma quello che hanno fatto loro dopo lo sparo: non hanno chiamato i soccorsi, non hanno chiamato me e mio marito, lo hanno lasciato morire mio figlio“. “Sono tutti e cinque -conclude Valerio Ciontoli- Viola compresa, responsabili della morte di Marco“.

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