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Tommaso Paradiso, ai microfoni de La Stampa, parla a cuore aperto, ripercorrendo gli inizi dei TheGiornalisti e dichiarandosi preoccupato per…

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni de La Stampa, Tommaso Paradiso ripercorre gli inizi della carriera dei The Giornalisti svelando anche la propria preoccupazione per il momento che sta attraversando l’Italia. Il leader dei TheGiornalisti, infatti, parla anche di Matteo Salvini e della sua ideoòogia politica.

Tommaso Paradiso: “Salvini? Non puoi predicare bacioni e poi fare il bullo”

“Sono preoccupato che in un momento di crisi si alzino i toni, perché come insegna Aristotele in ogni uomo c’è una metà razionale e una bestiale. Non vorrei ritrovarmi con la caccia all’uomo per strada. Non puoi predicare bacioni e abbracci come Salvini e poi sui social fai bullizzare tutti. La colpa della situazione attuale è anche di chi, come la sinistra, non ha saputo cogliere certi momenti storici”: para così Tommaso Paradiso ai microfoni de a Stampa.

L’artista, poi, ha parlato dell’inizio della carriera dei TheGiornalisti quando il successo sembrava davvero lontanissimo. “All’inizio volevamo autoghettizzarci come indie, avevamo gli stivaletti e i pantaloni stretti, frequentavamo certi locali e persone. Le canzoni dovevano essere in un certo modo, i suoni sozzi e lo stile così così. Poi abbiamo capito che volevamo essere liberi” – ricorda Paradiso che poi svela come fu scelto il nome della band più amata del momento – “Venivo dai Kosmoradio, gruppo oasisiano di canzoni su satelliti e pianeti, quando sono rimasto folgorato dai Teste in tasca, più sociali. Con loro, Marco Primavera e Marco Antonio Musella, scrivemmo “Siamo tutti marziani” e volendo parlare di argomenti concreti ci siamo chiamati The giornalisti. Se sono soddisfatto del nome oggi? No, ma se un figlio mi nasce scemo mica lo cambio. Solo che quando ci chiamano sembra una barzelletta. La verità è che hanno funzionato le canzoni ed è piaciuto anche il nome”.