violenza donne
(foto dal web)

Una ragazzina di 15 anni abusata da un amico di famiglia ha raccontato quanto accaduto, commentando anche la sentenza del giudice che ha condannato l’aguzzino a 20 mesi di reclusione, ma con la sospensione condizionale. L’adolescente: “Io non capisco questa decisione“.

Una storia drammatica arriva dal Nord della Sardegna dove una ragazzina di 15 anni ha denunciato gli abusi sessuali subiti da un amico di famiglia. I fatti si riferiscono a circa due anni fa quando di anni l’adolescente ne aveva 13. La madre della ragazzina, accorgendosi di quanto stesse accadendo, ha denunciato l’accaduto e l’uomo è stato accusato di violenza sessuale aggravata perché la vittima era una minore, processato e condannato a 20 mesi di reclusione per via del patteggiamento e della decisione del giudice che ha valutato i fatti di “lieve entità”. L’imputato, però, usufruendo della sospensione condizionale non verrà portato in carcere, circostanza che ha scatenato la delusione della vittima sfogatasi in un’intervista al Corriere della Sera.

Ragazzina di 15 anni abusata, l’aguzzino patteggia: “Adesso quando lo incrocio per strada mi ride in faccia

Una ragazzina di 15 anni del Nord della Sardegna, contattata telefonicamente da Il Corriere della Sera, si è sfogata commentando la sentenza del giudice nei confronti dell’uomo che ha abusato di lei. L’adolescente, all’epoca dei fatti 13enne, ha raccontato quanto successo spiegando che l’uomo, amico di famiglia che chiamava “zio”, si era avvicinato a lei quando le era stata diagnosticata una fibrosi cistica: “È stata -riporta Il Corriere della Serauna bella botta. Quell’anno ero in prima media: dovetti fare molte assenze a scuola e fui bocciata. Ricordo che a un certo punto avrei voluto tantissimo che fosse lui mio padre: c’era sempre, potevo parlargli di tutto, mentre il mio, di padre, cioè quello che mi ha cresciuta da quando avevo due anni e mezzo, era sempre via per lavoro“. La ragazzina prosegue parlando di quando sono iniziate le violenze: “Mi dava dei bacini, mi sembrava normale, non avevo altri parametri di riferimento. Poi sono arrivate le carezze, verso il seno e l’inguine. Voleva chiudersi in camera con me quando andavo a casa sua, anche se c’era la moglie. Lo ‘zio’ mi mandava messaggi in continuazione, anche tutta la notte. Era geloso dei miei compagni di classe, se gli raccontavo che qualcuno mi faceva la corte. Diceva di non fidarmi, che i maschi vogliono solo una cosa“. Un giorno quando la ragazza è svenuta ed è stata portata in ospedale, sua madre ha scoperto tutto vedendo i messaggi tra i due sul telefono della figlia: “Le avevo dovuto dare la password dello smartphone senza pensare che poteva trovare i messaggi, perché lui mi diceva di cancellarli subito“.

La ragazza, che ora ha 15 anni, successivamente racconta l’episodio chiave che ha spinto la madre a sporgere denuncia alle forze dell’ordine: “Ero sola a casa-riporta Il Corriere della Serala mia famiglia era andata al mare, lui ha chiamato chiedendomi di preparargli il caffè, io gli ho risposto che dovevo fare la doccia. Ma è venuto lo stesso e ad accoglierlo, a sorpresa, c’era mio fratello con la fidanzata. Lui ha chiesto di salire di sopra dove mi stavo facendo la doccia e la fidanzata di mio fratello ha detto che non era una cosa normale“. Il 12 giugno scorso, l’uomo è stato condannato a 20 mesi di reclusione con la sospensione condizionale, dunque non dovrà scontare nessun giorno di carcere e non verrà comminata nessuna misura restrittiva. La pena, che da 7 anni e 6 mesi era stata ridotta a 30 mesi poiché i fatti erano stati ritenuti “di lieve entità”, è stata ulteriormente ridotta a 20 mesi dopo la richiesta di patteggiamento dell’uomo. La decisione del Gup di Sassari ha suscitato profonda delusione nella ragazza che ha commentato: “Io non capisco questa decisione. Adesso quando lo incrocio per strada lui mi ride in faccia“. La madre della ragazzina abusata, come riportato dalla redazione de Il Corriere della Sera, ha già manifestato la propria intenzione di voler ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, ma il legale della ragazzina, l’avvocato Agostinangelo Marras, ha spiegato che trattandosi di una sentenza formulata a seguito di un patteggiamento non può essere oggetto di ricorso ad esclusione di vizi di legittimità.

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