Ferrari, per inseguire la svolta ecco la retromarcia totale sul fronte tecnico

0
2073
La Ferrari di Charles Leclerc ai box nel GP di Francia di F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ai box nel GP di Francia di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, per inseguire la svolta ecco la retromarcia totale sul fronte tecnico

Ci si attendeva molto dal pacchetto di novità tecniche introdotto dalla Ferrari in occasione del Gran Premio di Francia: quello che, nelle intenzioni degli ingegneri di Maranello, avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per una raffica di sviluppi in arrivo nelle prossime gare. A ben guardare, in effetti, qualche miglioramento lo si è visto (soprattutto grazie ai nuovi alettoni e alle prese d’aria dei freni, meno con il fondo vettura che infatti è stato scartato dopo le prove libere del venerdì), ma comunque non sufficiente a rivoluzionare le prestazioni della Rossa. Che, proprio al Paul Ricard, ha subìto la batosta più netta di questo inizio di stagione da parte della Mercedes.

Leggi anche -> F1, analisi GP Francia: ecco i dati che non lasciano scampo alla Ferrari

Eppure, anche se sul cronometro non si sono immediatamente visti i frutti, questi aggiornamenti sono comunque stati definiti fondamentali dai vertici della Ferrari, perché segnano la nuova direzione tecnica che il Cavallino rampante ha deciso di intraprendere nella seconda parte del campionato. Quale? A spiegarla è Mattia Binotto in persona: “Cercheremo più carico aerodinamico a spese della velocità di punta”, ha dichiarato il team principal e direttore tecnico. “Anche se la macchina risulterà meno efficiente, ci permetterà di far funzionare le gomme. Questa è la strada da percorrere, su questo siamo concentrati”.

Sì al carico aerodinamico, no alla velocità di punta

La prima priorità del reparto tecnico della Scuderia, come è giusto che sia, è dunque la ricerca di una soluzione al principale difetto congenito della SF90: l’aerodinamica. Mentre l’ottima penetrazione in rettilineo e anche la super potenza sviluppata dal motore consentono alla Ferrari di dominare la Mercedes in velocità massima, nelle curve medio-lente i rapporti di forza si ribaltano drammaticamente, e Sebastian Vettel e Charles Leclerc si ritrovano a perdere decimi su decimi.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Il motivo è proprio l’insufficiente carico sviluppato dalla monoposto, che non riesce a garantire sufficiente schiacciamento a terra e dunque nemmeno aderenza e manovrabilità nei tratti più guidati. Per ora questa retromarcia, questa inversione di tendenza con cui la Ferrari ha scelto di privilegiare la deportanza sacrificando la velocità sul dritto, si è tradotta soprattutto in semplici scelte di assetto. Ma sono in arrivo anche delle novità strutturali che seguiranno proprio questa rotta, come si è visto anche in Francia con l’inedito musetto dal coefficiente deportante aumentato. “In Austria porteremo ancora altre soluzioni da provare e cercare di capire a fondo”, ha proseguito Binotto. “Sta a noi trovare gli aggiornamenti che rendano la macchina più veloce e in grado di mettere pressione alla Mercedes”.

Ma il recupero della Ferrari richiederà mesi

Rivoluzionare l’intera aerodinamica di una vettura, però, è un compito complesso quanto lungo, tanto che le modifiche più sostanziali potrebbero non arrivare prima del 2020. Come nel caso dell’ala anteriore: anche su questo elemento la Ferrari è orientata al dietrofront, abbandonando il suo tanto discusso design innovativo e radicale per tornare ad un concetto più simile a quello della Mercedes. Ma, per vederlo pronto, almeno stando a quanto una fonte anonima interna alla Rossa ha rivelato alla rivista tedesca Auto Motor und Sport, dovremo attendere addirittura la prossima stagione.

Fabrizio Corgnati