GP Assen, per Valentino Rossi un’occasione d’oro che non tornerà più

0
1209
Valentino Rossi sulla Yamaha M1 in MotoGP 2019 (Foto Michelin)
Valentino Rossi sulla Yamaha M1 in MotoGP 2019 (Foto Michelin)

MotoGP | GP Assen, per Valentino Rossi un’occasione d’oro che non tornerà più

Questo weekend saranno passati due anni esatti. Fu il Gran Premio d’Olanda 2017 il teatro dell’ultima vittoria di Valentino Rossi in MotoGP: una gara umida, al termine della quale il campione di Tavullia riuscì a prevalere su Danilo Petrucci e Marc Marquez. Ventiquattro mesi dopo, proprio in questo fine settimana il Motomondiale torna a far tappa ad Assen. E, oggi più che mai, nell’entourage del nove volte iridato si respira la convinzione che sia davvero giunta l’ora di interrompere questo digiuno fin troppo prolungato.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Solo in un’occasione, nella sua lunga quanto trionfale carriera, il numero 46 visse un’assenza ancora più duratura dal gradino più alto del podio: per la precisione, a cavallo tra il 2010 e il 2013, quando di mezzo ci fu il terribile biennio Ducati. Adesso come allora, le colpe sembrano da imputare soprattutto alla moto: certo, la Yamaha attuale non è così recalcitrante e impossibile da addomesticare come quella Desmosedici, ma è comunque affetta da problemi tecnici cronici che si sono a tal punto aggravati nel tempo da mandarla in crisi. Quando la M1 segue docilmente i suoi comandi, Vale sa ancora portarla nelle prime posizioni (come ha dimostrato il doppio podio in Argentina e ad Austin a inizio stagione), ma quando i problemi di elettronica e di motore hanno la meglio, persino i suoi miracoli non bastano più.

Le dieci vittorie di Valentino Rossi al GP d’Olanda

Ma, restando in tema di ritorni al successo dopo lunghi digiuni, vale la pena di ricordare che quello già citato, e iniziato con il Gran Premio di Malesia 2010, si interruppe nel 2013 proprio in Olanda, sullo stesso circuito dove si correrà domenica. Solo una coincidenza? Forse no, visto che Assen, per Valentino Rossi, si può a buon titolo definire come una pista realmente magica. All’Università del motociclismo, il Dottore si è laureato ben dieci volte, otto solo in MotoGP. Dal 2005 ad oggi, ha trionfato in tutti gli anni dispari (eccetto il 2011, ma quella era una delle due famose stagioni terribili della Ducati).

Tra queste si annoverano successi leggendari come quello del 2007, quando rimontò dall’undicesimo posto in griglia al primo al traguardo, superando perfino l’imbattibile ducatista Stoner, oppure quello del 2015, quando regolò l’allora giovanissimo Marquez con tanto di contatto e taglio della chicane. E si ricordano anche pietre miliari della sua vita sportiva, come il trionfo numero 100 nel 2009, o il primo dal ritorno in Yamaha nel 2013. Insomma, il tracciato della Drenthe è un vero e proprio talismano per Rossi, e non soltanto per questioni di scaramanzia.

Assen pista amica della Yamaha

Il layout, infatti, si adatta tanto bene allo stile di guida del pesarese quanto alle caratteristiche tecniche della sua Yamaha: è fatto di continue frenate e accelerazioni, che non richiedono particolari exploit nella velocità massima né grandi sforzi dall’elettronica, i due punti deboli della moto dei Diapason. Vale è reduce da due cadute consecutive (un altro record negativo che lo vide protagonista per l’ultima volta in Ducati), ma subito dopo l’ultimo Gran Premio a Barcellona, in cui è uscito di scena incolpevolmente, centrato da Jorge Lorenzo, c’è stato un test molto positivo sulla stessa pista catalana, in cui si sono registrati dei promettenti passi in avanti sia sul freno motore che sul controllo di trazione. Insomma, i motivi per essere ottimisti sembrano esserci. Ora bisogna solo metterli in pratica ad Assen.

Fabrizio Corgnati