Scordatevi il ricorso: in Francia il vero problema della Ferrari è un altro

Le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc nelle prove libere del GP di Francia di F1 2019 al Paul Ricard (Foto Ferrari)
Le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc nelle prove libere del GP di Francia di F1 2019 al Paul Ricard (Foto Ferrari)

F1 | Scordatevi il ricorso: in Francia il vero problema della Ferrari è un altro

Come è andata a finire, ormai, lo sappiamo tutti. I giudici della Federazione internazionale dell’automobile hanno respinto la richiesta di revisione, avanzata dalla Ferrari, della penalità costata la vittoria a Sebastian Vettel in Canada. Il tentativo della Rossa era già apparso velleitario in partenza, perché era fortemente improbabile che il medesimo collegio dei commissari potesse smentire se stesso dopo sole due settimane.

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Ma, oltretutto, anche quelle nuove prove ritenute “schiaccianti” dal direttore sportivo di Maranello, Laurent Mekies, sono state invece considerate non così schiaccianti, e nemmeno così nuove. I dati della telemetria, del Gps e i video dall’abitacolo erano già stati presi in considerazione all’atto della decisione originale, mentre le altre riprese pubblicate dopo la gara o le analisi di opinionisti ed ex piloti sono state semplicemente ritenuti non rilevanti o, alla meglio, punti di vista strettamente personali. In sintesi, non c’era nulla di così inedito da sollecitare una riapertura del caso. Punto.

Prove libere al Paul Ricard disastrose per la Ferrari

Semmai, il vero problema per la Ferrari, questo weekend, è però un altro. Mentre i vertici del Cavallino rampante erano concentrati sulle speranze di vedersi riassegnare a tavolino il successo di Montreal, è passato quasi sotto silenzio il tema di maggior attualità per il fine settimana di gara che è appena iniziato: l’esito delle prove libere del Gran Premio di Francia. Che, paradossalmente, per la Scuderia si è rivelato ancora più sfavorevole rispetto alla sentenza della Fia.

Si sapeva già dalla vigilia che il Paul Ricard sarebbe stato un banco di prova parecchio ostico per la SF90. Più che al tracciato canadese, dove comunque Vettel è transitato per primo sotto il traguardo, somiglia a quello di Barcellona, dove la Ferrari è stata letteralmente annichilita dalla Mercedes: una successione di curve medio-lente che sembra fatta apposta per mettere il dito nelle tante piaghe della macchina modenese, dalla mancanza di carico aerodinamico alla difficoltà a portare le gomme alla giusta temperatura nei tratti guidati.

La Mercedes domina sempre più

E i risultati si sono visti: rispetto al leader del venerdì, Valtteri Bottas, il migliore dei ferraristi, ovvero Charles Leclerc, ha accumulato oltre sei decimi, un distacco ancora maggiore rispetto a quello delle libere in Spagna. Quasi tutti persi nell’ultimo intermedio della pista, appunto quello medio-lento, mentre nei primi due, dove si trovano i quattro lunghi rettilinei di Le Castellet, la Rossa tutto sommato riesce a tenere botta. Ma l’aspetto più preoccupante è che nemmeno gli aggiornamenti aerodinamici introdotti questo weekend (le nuove ali anteriore e posteriore e le prese d’aria dei freni), e nemmeno le soluzioni trovate per rendere finalmente più attendibili i dati di assetto che escono dal simulatore di Maranello, sono servite a migliorare in maniera significativa le prestazioni.

Anzi, al venerdì sera sia Leclerc che Vettel si sono detti insoddisfatti del bilanciamento complessivo delle loro macchine, più ancora che dei tempi sul giro. Di questo passo anche il GP di Francia si preannuncia l’ennesimo monologo targato Mercedes. E stavolta non ci sarà nemmeno l’alibi delle decisioni dei commissari.

Fabrizio Corgnati