La scrivente società invia la presente al fine di comunicare quanto segue.

Con riferimento alla Vostra contestazione in ordine alla vicenda che ha coinvolto la sig.ra Federica Panicucci, salvi ed impregiudicati tutti i diritti, le ragioni e le azioni spettanti alla società, senza assunzione di debito o responsabilità alcuna, la medesima intende aderire a quanto da Voi rilevato ed intende operare la rettifica nei termini da Voi indicati.

Pertanto, la rettifica verrà pubblicata sul sito di proprietà della scrivente società e l’articolo originario verrà rimosso. Si inoltra testo della rettifica: “In merito a quanto riportato dalla nostra testata in un precedente articolo, comunichiamo a titolo di rettifica che Federica Panicucci è in realtà non coinvolta in alcuna vicenda giudiziaria riconducibile al brand ‘Let’s Bubble’. Alcuni organi di stampa aveva parlato di una controversia legata all’utilizzo della figura della celebre attrice Audrey Hepburn su alcuni capi di abbigliamento del marchio di abbigliamento fast fashion lanciato sul finire del 2018 dalla Panicucci assieme al compagno, Marco Bacini. In realtà non c’è alcun coinvolgimento che riguarda la presentatrice di ‘Mattino 5’. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Riccardo Lanzo, rende noto che “è facilmente dimostrabile, tramite una semplice lettura della sentenza, che la mia assistita non è parte convenuta nel procedimento civile incardinato dagli eredi Hepburn dinanzi al tribunale di Torino, i quali hanno agito contro il soggetto precedentemente gestore del sito on-line delle magliette commercializzate da ‘Let’s Bubble. Soggetto che non ricopre più tale ruolo”. Questo slega del tutto il nome di Federica Panicucci “da ruoli operativi di qualsiasi tipo riconducibili al contenzioso civile di cui si fa menzione”.

Si ribadisce nuovamente che la rettifica, sulla base delle Vostre indicazioni, viene effettuata solamente al fine di dirimere la controversia insorta e che non costituisce riconoscimento di responsabilità alcuna, reputando di aver esercitato, nella redazione dell’articolo originario, tutti i diritti costituzionalmente garantiti.