Come saranno le F1 del 2021? È guerra aperta sui nuovi regolamenti

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I concept per la Formula 1 2021 (Foto Formula1.com)
I concept per la Formula 1 2021 (Foto Formula1.com)

F1 | Come saranno le F1 del 2021? È guerra aperta sui nuovi regolamenti

Che ne sarà della Formula 1 dopo il prossimo campionato? Il futuro del Mondiale a quattro ruote rimane tuttora avvolto nell’incertezza. A tutt’oggi, infatti, nessuna delle scuderie ha ancora formalizzato la propria iscrizione per la stagione 2021. In ballo c’è una complicata trattativa con gli organizzatori della serie, il gruppo americano Liberty Media, che verte soprattutto sulla distribuzione degli introiti economici. L’intenzione degli statunitensi sarebbe infatti quella di introdurre un drastico tetto ai budget, ma anche di modificare profondamente l’attuale sistema di premi in denaro, ad esempio riducendo la quota fissa concessa alla Ferrari in qualità di squadra più storica della F1, indipendentemente dai suoi risultati.

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Ma mentre prosegue il braccio di ferro sui soldi, che vede ogni parte in causa schierata in difesa dei propri interessi personali, dall’altro lato sul tavolo ci sono i regolamenti sportivi e tecnici del campionato: un altro fronte sul quale lo scontro è decisamente aperto. Liberty, infatti, vorrebbe rivoluzionare l’aspetto delle attuali monoposto, rendendole sia più tecnologiche e futuristiche, in modo da assomigliare a quelle macchine da videogame che tanto piacciono al pubblico giovane, sia capaci di produrre più spettacolo agevolando i sorpassi.

Regolamenti F1 2021: la difficile rivoluzione tecnica

Due obiettivi non semplici da conciliare, specialmente se richiedono di trovare un accordo non solo tra l’organizzazione della F1 e la Federazione internazionale dell’automobile, ma anche con l’unanimità di tutti i team coinvolti. La scorsa settimana è andata in scena l’ennesima riunione, in occasione della quale i vertici del Mondiale, guidati da Ross Brawn, hanno presentato le loro proposte, che non sono proprio andate giù alle scuderie. I bozzetti conterrebbero un muso più basso, un’ala anteriore molto più larga ma semplificata, un retrotreno che fa un moderato uso dell’effetto suolo, e pance laterali e radiatori uguali per tutti. I maligni non hanno mancato di sottolineare che, più che un design futuristico, quello presentato somigliava ad un ritorno al recente passato, per intenderci agli anni ’90.

Un anonimo ingegnere interpellato dalla rivista tedesca Auto Motor und Sport ha addirittura commentato che “somigliano a delle grosse IndyCar”, intendendo il campionato per monoposto americane: e, in effetti, la strada che si vorrebbe intraprendere sarebbe proprio quella di omologare molte componenti, proprio come accade negli Usa, lasciando mano libera solo su alcuni aspetti come il cambio e la trasmissione. Questa, almeno, è la volontà di Liberty Media, ma è probabile che alla fine si giunga ad un compromesso decisamente al ribasso. Un po’ come accaduto sul fronte dei motori, che originariamente si sarebbero dovuti rivoluzionare, ma ora ci si limiterà a depotenziarli un po’ togliendo alcune componenti ibride del recupero di energia.

Il grande rischio, insomma, è che ancora una volta la montagna partorisca il topolino, e che per non scontentare nessuno ci si ritroverà a non accontentare nessuno. Nell’impossibilità di conciliare gli interessi di tutte le parti in causa alla fine a perderci potrebbe essere proprio la Formula 1, che si ritroverà a continuare su una strada come quella imboccata nelle ultime stagioni, che proprio non convince. Per capire come andrà a finire bisognerà attendere: il termine ultimo per finalizzare accordi e regolamenti, inizialmente fissato a fine giugno, è stato spostato ad ottobre. Chi vivrà vedrà.

Fabrizio Corgnati