Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

Chi l’ha visto? è tornata a parlare dell’omicidio di Marco Vannini intervistando il maresciallo dei carabinieri Roberto Izzo dopo la sua dell’iscrizione nel registro degli indagati  per favoreggiamento e falsa testimonianza.

La trasmissione Rai Chi l’ha visto? è tornata sul caso Marco Vannini, il ragazzo morto nel maggio 2015 dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola esploso in casa dei genitori della fidanzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli. Nella puntata del programma condotto da Federica Sciarelli, andata in onda ieri sera, mercoledì 19 giugno, la redazione ha mostrato un servizio in merito alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del luogotenente dei carabinieri, ex comandante della stazione di Ladispoli, Roberto Izzo per favoreggiamento e falsa testimonianza. Chi l’ha visto? ha raggiunto il militare dell’Arma per dei chiarimenti in merito. Izzo ai microfoni della trasmissione ha negato di aver parlato con Vannicola del caso e di aver appreso la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati dai giornali.

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Omicidio Marco Vannini, il maresciallo dei carabinieri Izzo a Chi l’ha visto?: “Non è vero niente

Ieri, mercoledì 19 giugno, è trapelata la notizia, riportata dalla redazione di TerzoBinario.it, riguardante l’iscrizione nel registro degli indagati del luogotenente dei carabinieri, Roberto Izzo da parte della Procura di Civitavecchia per favoreggiamento e falsa testimonianza. La decisione della Procura sarebbe arrivata dopo le dichiarazioni dell’amico Davide Vannicola alla trasmissione Le Iene in cui il commerciante di Tolfa spiega che a sparare a Marco Vannini nella notte tra il 17 ed il 18 maggio sarebbe stato Federico Ciontoli e non il padre Antonio. Questa circostanza sarebbe stata riferita proprio da Izzo a Vannicola, il quale ha aggiunto che tra il carabiniere e Ciontoli ci sarebbe stata una telefonata dal quale si evinceva questa dinamica e che sarebbe stato Izzo a consigliare ad Antonio Ciontoli di addossarsi la colpa per quanto accaduto quella sera in casa sua. Chi l’ha Visto? in apertura della puntata andata in onda ieri sera ha mostrato un servizio in cui l’inviata Chiara Cazzaniga ha raggiunto l’ex comandante della stazione di Ladispoli, ora in servizio a Fiumicino, per dei chiarimenti. Ai microfoni della trasmissione Rai, Izzo ha spiegato: “Sto leggendo proprio in questo momento degli articoli un po’ forti, lo sto apprendendo dai giornali (riferendosi all’iscrizione nel registro degli indagati, ndr). Non è vero niente –prosegue il militare- con Vannicola non ci sono stati degli screzi e questo è ancora più sconvolgente“. Alla domanda della cronista sul perché il commerciante di Tolfa lo avrebbe accusato, Izzo spiega: “Non lo so, non ho mai parlato a questi livelli di confidenza del caso Vannini, nemmeno con i miei cari. La mia difesa, a parte le mie parole, che a questo punto sembra che non contano veramente nulla, meno di zero, sta nei tabulati. Non c’è stata nessun’altra telefonata. Della telefonata dell’1,18 c’è traccia. Ma perché di questa c’è traccia e di un’altra no? Non vi fate i film. Queste accuse per me -prosegue Izzo- con 37 anni di servizio nei carabinieri, quando sto per andare in pensione, sono una coltellata esagerata“.

La trasmissione Rai poi spiega che la telefonata in questione nei tabulati non c’è, ma a mancare su quest’ultimi sarebbe anche la chiamata al 118 fatta dai Ciontoli. La redazione, dunque, si chiede se siano attendibili questi tabulati, dato che il centralino richiama casa Ciontoli dopo la loro prima chiamata, probabilmente perché sul display del 118 è apparso il numero fisso della casa della fidanzata di Marco Vannini, ma di questa prima chiamata non c’è traccia. Adesso si attendono nuovi sviluppi in merito a questo risvolto del caso Marco Vannini per il quale si è in attesa anche del parere della Corte di Cassazione che dovrà esprimersi dopo i primi due gradi di giudizio, durante i quali la famiglia Ciontoli è stata condannata per omicidio colposo. In Appello Antonio Ciontoli è stato condannato a 5 anni di reclusione, pena ridotta rispetto al primo grado quando i giudici ne avevano disposti 14, mentre i suoi familiari, la moglie Maria Pezzillo ed i figli Martina e Federico, a 3 anni.

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Pubblicato da Chi l'ha visto? su Mercoledì 19 giugno 2019

 

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