F1 griglia di partenza Austin 2018 (©Getty Images)

F1 | Liberty vuole un Circus a 25 gare. Ma così non si esagera?

Hanno provato a dissuaderlo in tutti i modi sostenendo che 25 GP sono troppi per tutti. Per i piloti, ma soprattutto per il personale che rende possibile lo show, per i meccanici e i tecnici. A quanto pare però il CEO della Liberty Media che Carey andrà avanti come un ariete, intenzionato ad aumentare il numero dei round, ispirato da quanto succede in America.

Nelle prossime settimane finalizzeremo l’inserimento in calendario di Vietnam e Olanda“, ha confermato a Servus TV. “Anche se a noi interessa più la qualità della quantità, vorremmo aggiungere un nuovo appuntamento in America e possibilmente tornare in Africa“.

Al momento le corse sono 21, tuttavia riuscissimo a trovare delle sedi adatte ci piacerebbe inserirne altre“, ha concluso togliendo ogni speranza a chi continua a sostenere che già oggi la situazione è abbastanza insostenibile.

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A dare ancora più credito a queste parole, è l’indiscrezione circolata nel paddock di Montreal, ormai quasi due settimane fa, quando si è ipotizzato di togliere un giorno al weekend d’azione. Cosa significa questo? In pratica nulla di molto diverso rispetto a ciò che vediamo ora. Le prove libere sarebbero circoscritte ad una sola sessione fissata per il venerdì pomeriggio. Ciò che verrebbe eliminato è il giovedì, ovvero quella giornata che in parte viene dedicata all’incontro dei driver con il pubblico, oltre che con la stampa.

Nessuna macchina futuristica – E sempre parlando di ciò che sarà il Circus, il Baffo statunitense, ha cercato di minimizzare le voci secondo cui le monoposto della riforma, ossia del post 2020 saranno IndyCar un po’ più ampie e di chiara ispirazione videogame.

Non vogliamo stravolgere il DNA della disciplina, ma soltanto migliorare la competizione“, ha sostenuto. “Inoltre abbiamo l’ambizione di attrarre nuovi costruttori”, ha chiosato.

Chissà, forse avrà ragione, a noi invece sembra che la volontà sia proprio quella di trasformare la F1 in una sorta di versione B delle serie a stelle strisce, in barba al rispetto della storia…

Chiara Rainis