La Juventus presenta Maurizio Sarri: le prime parole del tecnico in bianconero

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Maurizio Sarri
Maurizio Sarri (Getty Images)

La Juventus oggi ha presentato il suo nuovo allenatore Maurizio Sarri nella rituale conferenza stampa in cui il tecnico ha rilasciato le sue prime dichiarazioni in bianconero.

Oggi la Juventus ha presentato il suo nuovo allenatore Maurizio Sarri, nel corso di una conferenza stampa svoltasi in mattinata. C’era grande attesa per le prime parole dell’ex tecnico del Napoli che torna in Italia dopo una breve, ma vincente parentesi all’estero. Sarri è approdato a Torino dopo essersi liberato dal Chelsea con cui nella stagione appena conclusasi ha conquistato il terzo posto in campionato e l’Europa League vinta a Baku contro l’Arsenal per 4-1. Sarri ai giornalisti ha parlato dell’importanza della nuova avventura in bianconero e non è mancato un riferimento alla sua esperienza a Napoli dove è rimasto per tre anni.

La Juventus presenta Maurizio Sarri: le prime parole del nuovo allenatore in conferenza stampa

Il nuovo allenatore della Juventus, Maurizio Sarri, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni in bianconero nel corso della conferenza stampa di presentazione. Il tecnico che ha firmato un triennale con la società piemontese ha esordito affermando: “Sono felice di essere qui. A Napoli negli ultimi mesi lì ho avuto un dubbio. Quello tra l’affetto e la parte logica di me stesso che mi diceva che era un percorso concluso. Ma quel dubbio è stato risolto dalla società che ha presentato Ancelotti. A quel punto ho avuto offerte da società in Italia, ma sono voluto andare all’estero per non passare subito ad un’altra italiana. L’esperienza a Londra è stata bellissima, la Premier è bellissima, ma sentivo il bisogno di tornare, soprattutto nella seconda parte di stagione. Questa opportunità me l’ha data la Juventus, la società più importante d’Italia, è il coronamento di una carriera lunghissima, che nell’80% del percorso è stata difficilissima. La Juve -prosegue il nuovo tecnico- è stata determinatissima a prendermi, mi hanno convinto così. Ringrazio la dirigenza, un atteggiamento di compattezza e determinazione“. Sarri poi prosegue parlando del suo primo impatto alla Juventus: “I club sono fatti da persone. Di primo approccio, mi è piaciuto molto che tutti fossero uniti e compatti. Sono cose importanti. Il rapporto con le persone dà di più. Mi è bastato un paio di cene per capire che qui c’è un gruppo forte. Questo mi piace molto. Scetticismo nei miei confronti? Come dappertutto. Mi è sempre successo. Vengo dall’altra parte ed è normale ci sia scetticismo e un po’ di rancore. Parlerà il campo“. I tifosi si aspettano di far bene in Champions League anche grazie al nuovo allenatore, in merito Sarri ha affermato: “Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite. Niente è dovuto. Rivincere è più difficile che vincere. In Italia la Juve ha l’obbligo di essere favorita. Abbiamo l’obiettivo di vincere, ma ci sono altre squadre forti, ci sono difficoltà mostruose. Le responsabilità sono forti a livello italiano, meno a livello europeo“. Tornando alla sua esperienza al Napoli Sarri ammette: “Quando uscirò dal San Paolo se mi fischiano o se mi applaudono sarà sempre una dimostrazione di amore. Se direi ancora quelle cose sulla Juve? Certe cose le ho dette, certe ho sbagliato, certe cose sono state strumentalizzate. Il dito? È una reazione esagerata da parte mia. Ma fu spiegata nel post partita. Dissi subito che era stato un brutto gesto nei confronti di alcuni stupidi e non contro i tifosi della Juve“.

Infine Sarri ha concluso parlando di come la sua filosofia di allenare si possa trasmettere alla squadra bianconera: “Devo capire quanto del mio modo di allenare possa essere portato senza togliere. Devo capire quanto va lasciato nelle mani dei giocatori. Vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni a partita, ma bisogna vedere. Negli ultimi 30 metri lascio molta libertà. Vediamo. Ogni squadra è come un figlio: se li educhi alla stessa maniera non vengono uguali. Speriamo di continuare a vincere, sperando di farlo divertendoci e divertendo. Modulo? Il primo passo sarà quello di studiare le caratteristiche dei giocatori in rosa e trovare il modulo per far rendere quei 3-4 giocatori top al meglio. A Londra c’era da accompagnare le caratteristiche di Hazard ad esempio. Partiamo da quali sono i giocatori che fanno la differenza e sfruttiamoli al meglio. Il modulo sarà una conseguenza“.

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