Omicidio Marco Vannini: indagato il carabiniere Roberto Izzo

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Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

La Procura di Civitavecchia, in merito al caso Marco Vannini, ha iscritto nel registro degli indagati il luogotenente dei carabinieri Roberto Izzo per favoreggiamento e falsa testimonianza.

Arriva un nuovo sviluppo sull’omicidio di Marco Vannini ad oltre quattro anni di distanza, da quella tragica notte tra il 17 ed il 18 maggio del 2015 quando il ragazzo di 20 anni venne ucciso con un colpo di pistola esploso nell’abitazione dei genitori della fidanzata a Ladispoli. La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha iscritto nel registro degli indagati il luogotenente dei carabinieri, ex comandante della stazione di Ladispoli, Roberto Izzo per favoreggiamento e falsa testimonianza. Il provvedimento è arrivato in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Davide Vannicola, un commerciante di Tolfa amico di Izzo.

Omicidio Marco Vannini: indagato per favoreggiamento e falsa testimonianza il carabiniere Roberto Izzo

Il luogotenente dei carabinieri Roberto Izzo è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Civitavecchia per favoreggiamento e falsa testimonianza in merito al caso Marco Vannini. La decisione, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, nei confronti del militare dell’Arma, ex comandante della stazione di Ladispoli ora in servizio a Fiumicino, è arrivata in seguito alle dichiarazioni del commerciante di Tolfa, Davide Vannicola. Quest’ultimo alla trasmissione Le Iene nei mesi scorsi ha raccontato che Izzo gli avrebbe riferito che a sparare la sera del 17 maggio del 2015 non sarebbe stato Antonio Ciontoli, ma il figlio Federico. Vannicola aveva anche aggiunto anche sarebbe stato proprio Izzo a consigliare a Ciontoli di addossarsi la colpa di quanto accaduto. Queste dichiarazioni, dopo l’intervista a Le Iene, sono state riportate dal commerciante, sentito come persona informata sui fatti, agli inquirenti. Il carabinieri ha sempre smentito quanto detto da Vannicola, ma gli investigatori vogliono chiarire questo aspetto per il quale, secondo Il Messaggero, sono stati chiamati in procura diversi testimoni, tra cui il brigadiere Manlio Amadori. Lo sviluppo sul caso arriva durante l’attesa del giudizio della Corte di Cassazione che dovrà confermare o ribaltare il secondo grado di giudizio per la famiglia Ciontoli condannata per omicidio colposo (5 anni per Antonio Ciontoli e 3 per la moglie ed i figli).

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