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Francesco Totti ©Getty Images)

Totti dice addio alla Roma in una lunga conferenza stampa in cui spiega le divergenze con il club giallorosso, polemiche in arrivo

Diciott’anni esatti dopo aver vinto lo scudetto con la Roma, Francesco Totti dice addio alla società giallorossa. L’ex numero 10 dei capitolini si dimette da dirigente, confermando le voci di questi giorni e spiegando il tutto in conferenza stampa. Una conferenza stampa lunghissima e piena di passaggi polemici, in cui nulla viene nascosto. Al Coni, alla presenza di istituzioni del mondo del calcio e di numerosissimi giornalisti, Totti racconta la sua verità.

“Ho dato le mie dimissioni, speravo che questo giorno non arrivasse mai – ha spiegato – E’ un giorno brutto per me, ma viste le condizioni era giusto prendere questa decisione. Non è stata colpa mia, non ho mai avuto la possibilità di esprimermi. Il primo anno ci può stare, il secondo già avevo capito cosa volevo fare e con la società non ci siamo mai trovati. Sapevano le mie intenzioni, sapevano che volevo dare tanto a questa società ma loro non hanno mai voluto, mi tenevano fuori da tutto, in due anni avrò fatto dieci riunioni. Sono state fatte delle promesse che non sono state mantenute. Non mi andava di mettermi a disposizione di persone che non hanno mai voluto che io facessi questa cosa. Alcune persone per otto anni hanno voluto levare i romani dalla Roma, ci sono riusciti. Baldini? Non c’è mai stato un rapporto e mai ci sarà. Mi sono fatto da parte io, mi hanno sempre detto che sono troppo ingombrante per questa società e forse per il bene di tutti è meglio così. Coi tifosi bisogna essere trasparenti, l’anno scorso per aver detto che saremmo arrivati quarti o quinti mi hanno accusato di essere disfattista. Sono una persona trasparente, così non posso stare qua dentro. Soldi? Non ne ho mai parlato. L’unico allenatore che ho sentito, a parte Ranieri, è stato Conte, che a me e Fienga aveva dato l’ok, poi sono successe altre cose e ha cambiato idea. Fienga è l’unico che ringrazio, ci ha messo la faccia e mi ha detto che fosse stato per lui avrei fatto il direttore tecnico come si deve. A Londra non sono andato perché avevano deciso tutto come al solito senza di me, che ci andavo a fare? A passare da scemo non ci sto. E’ un arrivederci, non è un addio. Ai tifosi dico, continuate a sostenere la Roma, è il bene primario, io continuerò a farlo. Nel momento in cui un’altra proprietà punterà forte su di me, io sarò sempre pronto”.