Jorge Lorenzo e Sebastian Vettel (Foto Red Bull - Ferrari)
Jorge Lorenzo e Sebastian Vettel (Foto Red Bull – Ferrari)

MotoGP | Perché Jorge Lorenzo non è stato penalizzato (e Seb Vettel invece sì)?

Jorge Lorenzo l’ha fatta franca. Il collegio dei commissari della Federazione motociclistica internazionale ha studiato a lungo le immagini dell’incidente che ha innescato al secondo giro del Gran Premio di Catalogna di MotoGP: nel tentativo di superare la Yamaha di Maverick Vinales alla curva 10, ha perso il controllo della sua Honda, finendo per terra e travolgendo anche l’altra Yamaha di Valentino Rossi e la Ducati di Andrea Dovizioso. Alla fine, la sentenza della direzione gara (presieduta dal due volte campione del mondo di classe 500 Freddie Spencer) è stata chiara e netta: nessuna penalità contro Jorge Lorenzo.

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Una decisione che non poteva che essere accolta dalle polemiche, se non altro perché il punto di vista dei suoi colleghi piloti era nettamente diverso. Certo, i compagni di marca di Lorenzo alla Honda, come Marc Marquez o Cal Crutchlow, l’hanno comprensibilmente difeso: “Non era fuori controllo, può succedere”. Ma l’opinione dei diretti interessati è stata nettamente diversa: “Va penalizzato, perché è palese che non fosse lucido in quel momento”, ha dichiarato Dovizioso. “Sarebbe giusto farlo partire dal fondo della griglia nel prossimo Gran Premio”, ha rincarato la dose Vinales.

Quei precedenti giudicati in modo diverso

Retrocedere Por Fuera all’ultimo posto dello schieramento vi sembrerebbe una pena troppo severa? Beh, ma è esattamente la stessa che fu comminata nel 2016, sempre al Gran Premio di Catalogna, ad Andrea Iannone, all’epoca colpevole di aver tamponato (ironia della sorte) proprio la moto di Jorge Lorenzo. E per comprendere ancora meglio la mole dei dubbi sollevati dal verdetto dei commissari, basta considerare come hanno trattato l’incidente analogo innescato da Bradley Smith ai danni di Aleix Espargaro. Le conseguenze di questo episodio sono state molto più gravi (lo spagnolo si è infortunato al ginocchio sinistro ed è rientrato ai box piangendo per il dolore), ma la dinamica è stata assolutamente analoga: la wild card della Aprilia ha sbagliato la frenata ed è finito addosso al suo pilota titolare. La differenza è stata che l’inglese si è beccato una penalità: sarà arretrato di tre posizioni in griglia nel prossimo Gran Premio a cui parteciperà.

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Quello che non riusciamo proprio a capire è perché i direttori di gara abbiano trattato in modo così diverso due vicende simili che sono avvenute, in questo caso, non a distanza di tre anni l’una dall’altra, bensì nella stessa giornata, nella stessa gara, addirittura alla stessa curva. Qualcuno ha obiettato che Jorge Lorenzo non si meritasse alcuna punizione perché il suo è stato un errore, per quanto grave, ma non un comportamento scorretto. Vero: però il regolamento sportivo ritiene punibili non solo le manovre compiute in malafede, ma anche tutte quelle che, in generale, mettono a rischio la sicurezza degli altri piloti. Proprio quello che ha fatto il campione maiorchino a Barcellona.

Vettel penalizzato, Lorenzo no

A questo punto viene spontaneo paragonare il caso Lorenzo a quello che ha visto protagonista Sebastian Vettel in Formula 1, non fosse altro perché sono avvenuti a distanza di una sola settimana. Le due e le quattro ruote sono indubbiamente sport diversi, che contemplano un approccio molto differente ai duelli corpo a corpo. Eppure Vettel è stato penalizzato eccome, per un errore (non per una scorrettezza) che, per giunta, non ha compromesso affatto la gara del suo rivale Lewis Hamilton. Non lo ha buttato fuori pista: ha solo impedito un suo tentativo di sorpasso, che avrebbe tranquillamente potuto ripetere nelle tornate successive. A farne le spese, in entrambe le situazioni, sono state le due Rosse: Ferrari e Ducati. Sarà solo una sfortunata coincidenza, però fa riflettere.

Fabrizio Corgnati