Lira italiana
Lira italiana (foto dal web)

Un colonnello della Guardia di Finanza, secondo quanto riportato dal sito americano Bloomberg, avrebbe affermato in un discorso in Parlamento che le organizzazioni criminali italiane utilizzano ancora la lira per le transazioni illecite.

Quello attuale è un momento delicato per l’economia italiana che sta affrontando il famoso caso dei minibot, i titoli di stato al portatore che avrebbero un valore compreso tra i 5 e i 100 euro senza data di scadenza e che non maturerebbero interessi. L’ipotesi dell’introduzione di questi titoli è tornata in auge nei giorni scorsi ed ha creato un vero dibattito, ma sembra che attualmente la moneta europea in Italia sia afflitta da un altro problema. Secondo quanto riportato dal sito americano Bloomberg, parecchi criminali utilizzano ancora la vecchia lira, ritirata dal 2002 e sparita ufficialmente nel 2012.

La lira circola ancora in Italia: “Costituisce, ancora, parte di transazioni illecite

Minibot, possibile uscita dall’euro e spread sono i maggiori temi che l’economia italiana sta affrontando in questo delicato momento. Temi importanti che interessano anche i cittadini, ma non tutti secondo quanto riportato dal portale americano Bloomberg. I criminali, difatti, sembrano operare nelle loro transazioni illecite ancora attraverso la lira, la vecchia moneta italiana sostituita dall’euro nel 2002 e scomparsa ufficialmente nel 2012. A farlo presente sarebbe stato un colonnello della Guardia di Finanza italiana, Giuseppe Arbore, che durante un incontro al Parlamento mercoledì scorso ha affermato che ancora la lira circola illegalmente nel territorio italiano. “Continuiamo a scoprire grandi quantità di lire – ha dichiarato l’ufficiale delle fiamme gialle-. La Lira italiana costituisce, ancora, parte di transazioni illecite. Quando una banconota è accettata internamente da un’organizzazione, anche se si trova al di fuori della legge in quanto a valore legale, può comunque regolare le transazioni. Mi riferisco ovviamente a organizzazioni illegali”. Il colonnello non è entrato nei dettagli della questione per non compromettere le indagini che sarebbero ancora in corso. In merito a quanto affermato dall’ufficiale, a fine marzo di quest’anno la Guardia di Finanza aveva ritrovato e sequestrato una grossa quantità di banconote del vecchio conio nelle casseforti segrete del clan camorristico dei Casalesi.

Leggi anche —> Carabiniere morto sul colpo: investito da un ubriaco alla guida