Leclerc, frecciata alla Ferrari: “Odio i giochi politici”

0
426
Charles Leclerc (©Getty Images)

F1 | Leclerc, frecciata alla Ferrari: “Odio i giochi politici”

Il percorso di Charles Leclerc alla Rossa è cominciato con una serie di ordini di scuderia volti a favorire il pilota riferimento della squadra Sebastian Vettel. Il risultato sono stati una serie di errori figli del conseguente inevitabile nervosismo che ha hanno fatto perdere al monegasco diversi punti preziosi,

Mi sento a mio agio a Maranello, tuttavia non amo i giochi politici, o meglio odio tutte le azioni di questo genere“, ha tuonato parlando all’Equipe. “Per quanto mi riguarda cerco soltanto di fare il mio lavoro in circuito e per adesso sono soddisfatto di me stesso“.

Certi atteggiamenti non sono propri della mia persona. Non mi faccio degli amici con il puro scopo di utilizzarli. Preferisco di gran lunga i rapporti sinceri“, ha ribadito determinato.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Attualmente quinto nella classifica generale piloti con 72 punti contro i 100 del blasonato collega di box, il 21enne ha rivelato che la sua figura all’interno del garage modenese ha assunto maggior peso dopo il weekend di Al-Sakhir.

Dal Bahrain la situazione interna è cambiata“, ha ricordato il GP che lo ha visto partire dalla pole e che probabilmente lo avrebbe consacrato se la SF90 non lo avesse tradito facendolo precipitare in terza piazza. “Avendo dimostrato di poter vincere delle gare, la squadra ha maturato maggior rispetto nei mie confronti. Comprendo in ogni caso che ci debba essere una gerarchia in una scuderia come la Ferrari, allo stesso modo è chiaro che Seb sia il favorito in questa logica dato che ha tanta esperienza dalla sua“.

Ad oggi lui ha sbagliato meno di me, dunque il mio compito d’ora in poi dovrà essere quello di fare meno errori“, ha quindi riconosciuto la momentanea superiorità del driver di Heppenheim che, comunque in Canada ha dimostrato di subire la pressione e le situazioni complesse.

Chiara Rainis