duplice omicidio ostia rissa
Carabinieri (foto dal web)

Due corpi di un uomo ed una donna sono stati ritrovati carbonizzati all’interno di un’auto a Torvaianica (Roma) venerdì mattina. Gli inquirenti indagano per risalire alle dinamiche dell’accaduto.

Un caso ancora avvolto da un velo di mistero quello dei due corpi ritrovati carbonizzati all’interno di un’automobile a Torvaianica, frazione del comune di Pomezia, in provincia di Roma venerdì mattina. Sulla macabra vicenda stanno indagando i carabinieri che starebbero valutando le piste dell’omicidio-suicidio o del duplice omicidio. A stabilire con certezza, fornendo maggiori risposte, quanto sia accaduto, sarà l’autopsia sui due cadaveri che verrà effettuata domani mattina presso la facoltà di medicina dell’Università di Tor Vergata.

Torvaianica, corpi carbonizzati in un’automobile: il compagno della vittima ha un alibi di ferro

Due corpi carbonizzati all’interno di un’auto completamente bruciata. Questa la macabra scoperta fatta dai carabinieri e dai vigili del fuoco intervenuti in una campagna in via di San Pancrazio a Torvaianica, frazione del comune di Pomezia, in provincia di Roma venerdì mattina. Dagli accertamenti degli inquirenti è emerso che i due corpi, ritrovati sui sedili anteriore e posteriore del veicolo fossero di Domenico Raco e Maria Corazza e l’automobile, una Ford Fiesta, sarebbe appartenuta alla madre 78enne di quest’ultima. Maria, 46 anni, era una impiegata in una ditta di pulizie, mentre Domenico, detto “Mimmo il Calabrese” era un elettricista originario di Molochio (Reggio Calabria). Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri del reparto investigativo di Frascati e della compagnia di Pomezia che stanno indagando sul caso le due vittime, amici di famiglia, si sarebbero incontrate circa 20 minuti prima che scoppiasse l’incendio e l’automobile verrebbe collocata sul luogo del ritrovamento in un arco temporale di poco più di 10 minuti. Considerate le tempistiche si potrebbe pensare ad un’azione criminale messa in atto da professionisti, forse un’esecuzione, o ad un omicidio-suicidio, ma le cause della morte verranno stabilite con certezza dall’autopsia che verrà effettuata sui cadaveri domani, lunedì 17 giugno. Il compagno della donna e padre della loro figlia di 14 anni, Maurizio Di Natale, è stato interrogato dagli inquirenti, ma dalle prima informazioni sembrerebbe avere un alibi di ferro. L’uomo, che lavora come rappresentante per una ditta di vernici, in quelle ore avrebbe incontrato colleghi e clienti, versione confermata anche da quest’ultimi.

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