Andrea Dovizioso: “Allenamento a Cavallara? Valentino l’unica differenza”

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Andrea Dovizioso
Getty Images

Andrea Dovizioso: “Allenamento a Cavallara? Valentino l’unica differenza”

Per Andrea Dovizioso sono stati giorni intensi quelli alla vigilia del Gran Premio di Barcellona. Prima l’impegno con il DTM sul circuito di Misano, poi l’allenamento al Crossodromo di Cavallara insieme all’ormai inseparabile Danilo Petrucci, a Michele Pirro e alla presenza eccezionale di Valentino Rossi, gli allievi della VR46 Academy e altri piloti del motocross, come Ivo Monticelli e Mattia Guadagnini.

Una giornata di allenamento pensata diversi mesi fa, dopo l’invito del Dottore su Instagram rivolto ai due connazionali della Ducati. Un evento che ha fatto parlare tutto il mondo del paddock e del motorsport. Le domande al riguardo sono inevitabili all’inizio del week-end in Catalunya. “L’avevamo organizzato qualche tempo fa”, ha spiegato Andrea Dovizioso. “Abbiamo parlato del motocross e ci siamo detti che potevamo andarci insieme. Abbiamo quindi cercato di trovare una data adatta. Ma non ho fatto niente di diverso da quello che faccio normalmente. L’unica differenza era che Valentino era lì”.

Sullo sterrato di Cavallara pochi giorni prima era morto un motociclista e il padre del Dovi è rimasto ferito. Un episodio che sicuramente sarà tornato alla mente del forlivese durante quella giornata. “Ogni pilota e ogni persona può vivere la sua strada, ma se sei un pilota devi essere un po’ realistico. Voglio dire, se pensi a quello che succederà nel nostro sport, non corri più. Purtroppo questo è il lato negativo di questo sport. Ce ne sono anche molti veramente belli nel motorsport… In questo mondo, non hai tempo per riposarti e pensare a queste cose”.

Lunedì sarà una giornata di test interessante al Montmelò. Ducati va ancora alla ricerca di una soluzione che permetta di migliorare la percorrenza a centro curva. “Non so cosa testeremo lunedì. Lavorano molto duramente e cercano di preparare qualcosa in modo da capire cosa possiamo fare e dove possiamo migliorare. È molto difficile. Quando parli del turning è una parola grande e strana, nessuno ha la ricetta per farlo. È difficile, ma lavorano sodo, vedremo cosa succede”.