Pino Allievi (Foto TuttoMotoriWeb.com)
Pino Allievi (Foto TuttoMotoriWeb.com)

F1 | Allievi racconta Schumacher a TMW: “Ecco come sta davvero” (VIDEO)

L’ultimo libro del decano dei giornalisti italiani della Formula 1, Pino Allievi, è “Michael Schumacher, immagini di una vita”, edito da Giorgio Nada Editore. Un volume nel quale la storica firma della Gazzetta dello Sport ripercorre tutta l’irripetibile vicenda umana e sportiva del sette volte campione del mondo e leggenda della Ferrari. Dalle sue vittorie a ripetizione fino al drammatico epilogo, a proposito del quale in questa video-intervista concessa alle telecamere di TuttoMotoriWeb.com offre anche un retroscena sulle reali condizioni attuali di salute del mitico Kaiser.

Pino Allievi, nel tuo ultimo libro “Michael Schumacher, immagini di una vita”, edito da Giorgio Nada Editore, ricostruisci tutta la storia del grande campione. Una storia che, a ripensarci, dai trionfi alle tragedie sembra materia per un film.
Sicuramente qualcuno lo farà! La famiglia stessa ha autorizzato una casa di produzione, che evidentemente è molto vicina a loro, a realizzare un documentario, i cui proventi andranno alla fondazione Schumacher. Come tante vite di campioni, anche se non tutte, pure questa si presta ad essere romanzata. Anche per questo finale sospeso: Schumacher tornerà quello di una volta o non tornerà più? Che attesa di vita può avere?

Tu hai raccolto qualche informazione recente in tal senso?
Quello che so è che le sue condizioni sono stabili: quindi non è vero che sia peggiorato, ma purtroppo nemmeno che sia migliorato. Ha avuto una vita molto movimentata, è partito da zero e ha raggiunto il vertice. Cito una cifra che pubblicò la rivista Stern: lui ha guadagnato 1050 milioni di euro, che è una cifra colossale.

Oltre un miliardo di euro!
Sì, una cosa senza precedenti nella storia dell’automobilismo, anche se i piloti hanno sempre guadagnato tanto. Poi, dopo aver lasciato la Ferrari, è tornato sulla scena come consulente della Rossa, una specie di direttore sportivo. Poi ci ha ripensato e ha deciso di correre in moto, ma senza convincersi troppo e addirittura facendosi male. Poi ci ha ripensato un’altra volta ed è tornato con la Mercedes. Poi si è ritirato e ha avuto questo incidente assurdo: a 23 km/h non si può finire così. Il finale è molto triste.

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Secondo te è davvero, come dicono i numeri, il più grande pilota dell’epoca moderna della Formula 1?
I numeri dicono di sì, ma è molto difficile paragonare i campioni, non solo nelle varie epoche ma addirittura tra le annate. Tutto dipende dagli avversari che hai, dalle macchine, dalla struttura della squadra. Certamente lui ha caratterizzato un’epoca.

Ce la farà, prima o poi, Hamilton a battere il record di Schumacher di sette titoli mondiali?
Potrebbe. Però continuano ad aumentare i Gran Premi: all’inizio della carriera di Schumacher non erano certamente ventuno a stagione. Cambiano i punteggi, per cui Hamilton certamente lo batterà come numero di punti, perché una volta se ne prendevano meno. Anche un confronto con Hamilton sul piano dei risultati, secondo me è inappropriato.

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Qual è il lascito di Michael Schumacher alla Formula 1 di oggi?
Ha lasciato una F1 moderna, improntata a un professionismo che non si conosceva. Schumacher ha portato un professionismo esasperato in tutti i sensi: nella disciplina del pilota, nel comportamento, nel bene e nel male, e nel modo di fornire le prestazioni, con questa ossessione del tempo sul giro. Lui non correva dei Gran Premi, ma tanti giri di qualifica. Ha lasciato questo: forse poteva lasciare qualcosa di più da un punto di vista umano, ma è stato un suo limite.

Fabrizio Corgnati