Ornella Muti
Ornella Muti (Getty Images)

Ornella Muti è stata condannata per truffa a 6 mesi di reclusione e 500 euro di multa per aver, nel 2010, annullato uno spettacolo in cui era protagonista al Teatro Verdi di Pordenone fingendo una laringite.

Ornella Muti, icona del cinema italiano, è stata condannata dalla Cassazione a 6 mesi di reclusione e 500 euro di multa per truffa. La vicenda risale al 2010 quando la nota attrice, adducendo una presunta laringite, annullò uno spettacolo al Teatro Verdi di Pordenone per prendere parte ad una cena di beneficenza dove erano presenti anche Vladimir Putin e Kevin Kostner. La Muti, potrebbe ricevere la sospensione della pena se pagasse 30mila euro di risarcimento al Teatro, ma al momento sembrerebbe un’ipotesi quantomeno improbabili considerando i problemi finanziari che la affliggono.

Ornella Muti finge una laringite: per la Cassazione è truffa

Per i giudici della Cassazione sembrerebbe non esserci alcun dubbio. La nota attrice, nel 2010, avrebbe truffato il Teatro Verdi di Pordenone non presentandosi ad uno spettacolo in cui era protagonista, adducendo una laringite, per poter prendere parte ad una cena di beneficenza in cui era presente anche il premier russo Vladimir Putin. La Muti in tournée con lo spettacolo “L’Ebreo”, come riporta Il Corriere della Sera, contattò il Teatro Verdi di Pordenone per comunicare che non avrebbe tenuto lo spettacolo a causa di una “laringo-tracheite acuta con febbre, tosse e raucedine”. Il certificato medico venne inviato al teatro, ma ormai era troppo tardi: tutto pronto per lo spettacolo e biglietti venduti. La nota attrice, rinunciò ad un cachet di 25mila euro e volò a San Pietroburgo, dove ad attenderla c’era una cena di beneficenza a cui prese parte, ovviamente, anche Vladimir Putin che l’aveva personalmente invitata.

Ornella Muti ai giudici ha raccontato: “Sarei andata ugualmente, ho solo anticipato la partenza data l’impossibilità a recitare quella sera“. A presentare la denuncia fu proprio il Teatro che si sentì preso in giro quando vide le foto dell’attrice in gran forma. La Muti, come riporta Il Corriere della Sera ha sempre replicato alle accuse dicendo: “Non era una scusa: lo spettacolo consisteva in un monologo urlato di oltre un’ora che non avrei potuto sostenere. Ma la voce rauca non impedisce di partecipare a una cena“. Il difensore dell’attrice, Salvatore Sciullo, ha sempre sostenuto in tutti i gradi di giudizio che al massimo, si sarebbe trattato di un’inadempienza contrattuale, ma non di certo di una truffa.

Vladimir Putin avrebbe dovuto testimoniare

Nella lista testi della difesa c’era anche il Presidente Vladimir Putin -mai sentito- il quale, secondo il legale, ben avrebbe potuto confermare la circostanza che quella sera la voce della Muti era davvero rauca. Sempre a dire del legale non sarebbe neanche stata valutata positivamente la disponibilità della Muti a recuperare la serata annullata la prima sera utile. In primo grado il Tribunale di Pordenone ed in secondo la Corte d’Appello di Trieste hanno condannato l’attrice; una “doppia conforme” che la Cassazione ha confermato. I problemi della Muti però non finiscono qui, a breve dovrebbe subire lo sfratto insieme alla figlia Naike, dalla sua lussuosa casa in Via Platone, perché pare abbia accumulato 80mila euro di arretrati sull’affitto di casa.

Leggi anche —> Furto in casa del giocatore Ivan Perisic: colpo da oltre 80mila euro