Pino Allievi (Foto TuttoMotoriWeb.com)
Pino Allievi (Foto TuttoMotoriWeb.com)

F1 | Allievi a TMW: “Sulla penalità a Vettel ho le idee molto chiare…” (VIDEO)

Sebastian Vettel ha sbagliato, ma la penalità che gli ha inflitto la direzione gara a Montreal, e che gli è costata la vittoria nel Gran Premio del Canada di F1 2019, è stata eccessiva e non giustificata. Questo è il parere di Pino Allievi, decano dei giornalisti italiani della Formula 1, che TuttoMotoriWeb.com ha incontrato a margine della presentazione del suo ultimo libro “Michael Schumacher, immagini di una vita”, edito da Giorgio Nada Editore.

“Io ho le idee molto chiare”, racconta Allievi nella video-intervista concessa davanti alle nostre telecamere. “Ho rivisto mille volte le immagini, ho parlato con chi ha giudicato l’episodio e anche con altri esponenti della Federazione, che hanno dei mezzi di cui noi non disponiamo, come le telemetrie dei piloti. L’infrazione c’è stata. Vettel, a un certo punto, ha raddrizzato la macchina: poteva andare dritto, invece ha sterzato leggermente a destra e ha chiuso Hamilton. Ma si è trattato di un’operazione di difesa, non cruenta, quindi si poteva punire in un altro modo. I cinque secondi inflitti, invece, sono ingiusti: hanno tolto interesse alla gara e alla Formula 1. Si poteva comminare un’ammonizione che sarebbe diventato un arretramento nel successivo Gran Premio, se questo comportamento si fosse ripetuto. A me è sembrata una sanzione totalmente esagerata e fuori luogo”.

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In questo comportamento del pilota della Ferrari, Pino Allievi non ravvisa similitudini con il suo illustre predecessore Michael Schumacher: “Schumacher era più violento: quando voleva buttarti fuori lo faceva davvero”, prosegue il giornalista e scrittore. “Vettel è un po’ più timido: in questo caso si è voluto difendere dall’attacco, non ha voluto buttar fuori Hamilton. Ecco perché, secondo me, la punizione è stata fuori luogo. Si poteva usare una mano più leggera, anche se il regolamento dice che i famosi cinque secondi rappresentano la sanzione minima. Si poteva trovare un equilibrio migliore e più diplomatico”.

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Fabrizio Corgnati