Gabriele Grunewald (Getty Images)

L’ex mezzofondista statunitense Gabriele Grunewald è morta martedì scorso a causa di un cancro divenuto inoperabile. L’ex atleta combatteva da 10 anni contro la terribile malattia.

Il mondo dello sport piange la scomparsa dell’ex mezzofondista statunitense Gabriele Grunewald, detta Gabe. L’ex atleta è morta martedì 11 giugno a 32 anni dopo una lunghissima battaglia contro un cancro durata per anni. I medici avevano diagnosticato alla Grunewald un carcinoma adenoideo cistico, una rara forma di tumore, nel 2009. Dopo una delicata operazione l’ex mezzofondista era tornata a gareggiare, pensando di aver vinto la sua battaglia, ma nel 2016 il male è tornato attaccando il fegato ed estendendosi tanto da non essere più operabile. Ad annunciare la scomparsa di Gabe è stato il marito, un medico che le è stato sempre vicino ed ha documentato la malattia della ragazza affrontata con molto coraggio.

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Il mondo dello sport in lutto: è morta a 32 anni l’ex mezzofondista statunitense Gabriele Grunewald

Gabriele Grunewald, ex mezzofondista statunitense che il prossimo 25 giugno avrebbe compiuto 33 anni, ha perso la sua battaglia contro il cancro. Gabe aveva iniziato la sua lotta 10 anni fa, quando i medici le diagnosticarono un carcinoma adenoideo cistico, una rara forma di tumore che colpisce le ghiandole. Dopo la terribile diagnosi la statunitense venne sottoposta ad un intervento chirurgico per la rimozione della ghiandola salivare e successivamente della tiroide. Il male sembrava sconfitto e la Grunewald coraggiosamente tornò a gareggiare ottenendo ottimi risultati. Nel 2011 risultò essere la terza a livello nazionale nella corsa miglio sia all’interno che all’esterno e nel 2014 è stata campionessa degli Stati Uniti nei 3.000 metri indoor. Nel 2016 la Grunewald si è piazzata al terzo posto ai Campionati USATF 1 Mile Road, ma durante lo stesso anno il cancro si è ripresentato attaccando il fegato e Gabe è stata nuovamente operata subendo un’epatectomia per la rimozione del tumore e del lobo destro del fegato. Il cancro purtroppo l’anno successivo si era esteso ancora divenendo inoperabile, ma Gabriele non aveva smesso di correre affrontando con coraggio la malattia e volendo essere un esempio per tutti.

Martedì purtroppo il marito Justin ha annunciato la morte pubblicando sui social una commovente lettera che aveva scritto due anni prima: “Grazie mille per avermi mostrato cosa vuol dire essere e sentirsi vivo – riporta la redazione de La Stampa attualmente, anche se non lo mostro sempre, tengo a cuore ogni secondo: se siamo fuori a correre, a guardare una nuova serie Netflix, o semplicemente a letto pigro, niente batte la sensazione che provo quando vedo la tua faccia sorridente. So che la vita è spaventosa e so che abbiamo vinto la lotteria dell’incertezza – prosegue la lettera – e non è giusto, ma scelgo comunque la nostra vita di incertezza e a volte di paura, rispetto a qualsiasi altra opzione che potrei pensare. Ho imparato di più dall’averti come migliore amica e come moglie di quanto avessi imparato nel resto della mia vita insieme. So che ti è stato dato il compito più pesante della vita, il compito di essere coraggiosa, nonostante la sensazione di enormi quantità di paura. Il compito di sorridere quando la gola si riempie di dolore e gli occhi vogliono riempirsi di lacrime, ma io non penso di essere stato scelto per caso, e ancora una volta so che non è giusto, ma sei così incredibile nel sentirti ed è per questo che sento che Bravelikegabe è così speciale. Perché non c’è una parola nel dizionario – conclude Justin- per descrivere quello che fai o per quello che sei. Sei una corazzata coraggiosa rispetto a me me e a così tante persone là fuori che affrontano le più semplici e più stupide lotte nella vita quotidiana. Alla fine della giornata la gente non ricorderà la corsa o le squadre qualificate, ma ricorderanno quel periodo difficile nella loro vita in cui stavano perdendo la speranza, ma hanno ritrovato l’ispirazione grazie a una giovane donna che si rifiuta di arrendersi. Ti amo”. Numerosi i messaggi arrivati all’atleta, tra cui quello della maratoneta americana Kara Goucher e quello di Paula Radcliffe, detentrice del record della maratona mondiale.

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