Maria Sestina Arcuri
Maria Sestina Arcuri (foto dal web)

Il figlio di Landolfi di soli 5 anni avrebbe raccontato e mimato quanto accaduto la nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, quando la fidanzata del padre, Maria Sestina Arcuri, è morta a seguito di una caduta dalle scale di casa della nonna.

Sembra che il velo di mistero che per mesi ha coperto il caso della morte di Maria Sestina Arcuri si stia togliendo. Ad aver dato la svolta decisiva potrebbe essere stato il figlio dell’ex fidanzato della ragazza, Andrea Landolfi, che si trovava in casa della nonna quando è avvenuta la tragedia, consumatasi nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 a Ronciglione (Viterbo). Il bambino di 5 anni è stato ascoltato dagli inquirenti in audizione protetta dopo circa tre settimane dall’accaduto che il piccolo avrebbe descritto mimando anche il tutta la scena con un peluche di Topo Gigio.

Morte Maria Sestina Arcuri, il figlio di Landolfi: “Papà non l’ha spinta. Papà l’ha lanciata”

Sembra esserci stata una svolta nel caso legato alla morte di Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne deceduta dopo essere precipitata dalle scale a Ronciglione (Viterbo) nella notte tra il 3 e il 4 febbraio scorsi. Al momento della tragedia la ragazza era insieme al fidanzato in casa della nonna dove era presente anche il figlio di quest’ultimo. Il bambino di soli 5 anni è stato sentito dagli inquirenti circa tre settimane dopo la morte di Maria, lo scorso 27 febbraio in audizione protetta. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, il piccolo avrebbe descritto l’accaduto agli investigatori: “Papà non l’ha spinta. Papà l’ha lanciata”. Il piccolo mimando anche la con un peluche di Topo Gigio, avrebbe spiegato che Maria avrebbe respinto l’abbraccio del padre spingendolo: “Papà non si è fatto niente” e ancora: “L’ha lanciata di peso -riporta Il Messaggerol’ha buttata proprio, ha fatto ‘bam’ addosso al muro. Così guarda ‘bam’ ed ha urlato ‘ahhhhh’ tipo Tarzan“. Un racconto che combacerebbe con i risultati dell’autopsia effettuata sulla salma della 26enne i quali hanno riscontrato dei traumi compatibili con una violenta caduta dall’alto. Considerata la testimonianza attendibile del bambino e non veritiera quella della nonna che, secondo l’accusa, mentirebbe per paura del nipote che in passato era stato violento nei suoi confronti tanto da essere indagato anche per lesioni aggravate proprio sulla nonna 80enne, il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta da parte della Procura di Viterbo di custodia cautelare in carcere per Landolfi. La difesa del ragazzo ha adesso 10 giorni per poter proporre ricorso in Cassazione e nel frattempo Landolfi resterà libero.

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