Sebastian Vettel (©Getty Images)

F1 | Villeneuve: “La penalità a Vettel ha ucciso la F1”

La brutalità del gesto di privare un pilota della vittoria sudata e meritata in pista ha evidentemente colpito un po’ tutti. Non solo i tifosi della Ferrari si sono adirati con la FIA per quei 5 secondi inflitti a Sebastian Vettel a Montreal per aver effettuato un rientro pericoloso dopo l’errore compiuto alla curva 3 nel corso del giro 48, bensì pure buona parte del paddock e degli ex del mestiere, convinti del torto subito dal tedesco.

Tra i più critici Jacques Villeneuve, che ha voluto sottolineare la discrepanza di trattamento tra il driver di Heppenheim e Daniel Ricciardo che al volante della Renault, a suo dire, avrebbe tenuto una condotta scorretta in rettilineo, riuscendo tuttavia a farla franca.

Non è certo la prima volta che la Federazione prende una decisione opposta a quello che in realtà è successo“, ha attaccato il canadese ai microfoni di Canal +. “E’ stato un episodio davvero brutto per la F1. Un provvedimento sbagliato che ha rovinato la corsa. Solo se il ferrarista avesse fatto qualcosa di male o di aggressivo avrebbe dovuto essere punito”.

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Marko ricorda il duelli rusticani di un tempo

Delle stesso parere del figlio del grande Gilles si è mostrato il talent scout della Red Bull Helmut Marko.

Sebastian non ha fatto nulla di errato“, ha affermato l’austriaco ad Autobild. “Stava soltanto cercando di mantenere il controllo della vettura. Diversamente Ham avrebbe potuto semplicemente rallentare o prendere l’interno ed invece ha accettato il rischio di una collisione.A mio avviso le regole vanno cambiate con urgenza”.

“Questo è come si distrugge uno sport”, ha poi affondato, “I fan, specialmente quelli giovani, vogliono vedere battaglie serrate tra i più forti al mondo. Gilles Villeneuve e René Arnoux a Digione nel 1979 hanno reso la F1 quella che era. Si sono dati sportellate, passati e ripassati, ma alla fine si sono abbracciati e a nessuno è venuto in mente di dare una punizione“, ha concluso la sua condivisibile riflessione.

Chiara Rainis