Valentino Rossi sulla Yamaha nel GP del Mugello 2019 di MotoGP (Foto Michelin)
Valentino Rossi sulla Yamaha nel GP del Mugello 2019 di MotoGP (Foto Michelin)

MotoGP | Valentino Rossi, serve la svolta Yamaha per allontanare lo spettro ritiro

Una volta toccato il fondo (almeno in teoria) non puoi che risalire. E Valentino Rossi il fondo lo ha veramente toccato due settimane fa, al Mugello. Nel Gran Premio “più importante dell’anno”, come lo definiva lui stesso, ha ottenuto uno dei suoi risultati peggiori di sempre, diciottesimo in qualifica e scivolato mestamente in gara. Il fine settimana di casa è andato talmente male che qualcuno si è addirittura azzardato ad avanzare l’ipotesi più terribile di tutte: che, in cuor suo, il Dottore stia veramente pensando di dire basta, e appendere il casco al chiodo in anticipo.

Il diretto interessato, che nel corso della sua lunga e vincente carriera ha ampiamente dimostrato di non essere certo uno che molla, si è affrettato a rassicurare i suoi tifosi: “Non temete, non mi ritiro”. Ma il problema di fondo resta, perché andando avanti di questo passo, se non arriverà una svolta nel prossimo futuro, è difficile immaginare che il fenomeno di Tavullia troverà una solida motivazione per rinnovare il suo attuale contratto. E dunque, anche nel migliore degli scenari, staremmo comunque assistendo al suo ultimo anno e mezzo di Motomondiale. Un canto del cigno che peggio non potrebbe andare.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Valentino Rossi c’è, la Yamaha no

Non certo per colpa sua, perché Valentino Rossi continua ad essere quello di sempre, con la classe di guida che non ha certo perso per strada e un allenamento fisico ancora al top, complice lo stimolo di lavorare con i suoi giovani allievi della Academy. Anche nei primi appuntamenti di questo campionato ha dimostrato di essere rimasto il solito animale da gara che conosciamo tutti, producendosi in rimonte esaltanti e conquistando anche un paio di podi inaspettati.

La questione è che perfino i miracoli valentiniani cominciano a non essere più sufficienti a superare i limiti di una moto che sta scivolando rapidamente verso il baratro. Non solo la Yamaha continua a pagare pegno in accelerazione e velocità massima, ma ormai non è nemmeno più il punto di riferimento in stabilità e percorrenza di curva, come era una volta. Insomma, oggi la Casa dei Diapason si ritrova addirittura ad essere diventata la quarta forza del campionato, l’unica tra le scuderie di vertice a non avere ancora vinto nemmeno un Gran Premio nel 2019 (a differenza di Honda, Ducati e perfino Suzuki).

La speranza del Gran Premio di Catalogna

E l’aspetto più preoccupante di tutta questa situazione è che il marchio nipponico non sembra nemmeno avere un’idea chiara sulla strada da imboccare per uscire finalmente da questo pantano. Nel corso dell’inverno ha ribaltato i quadri tecnici e la squadra test, ma nemmeno questo è servito a molto. Di gara in gara introduce qualche timido correttivo sulla M1, ma niente di rivoluzionario: lo sviluppo continua a restare molto più lento rispetto a quello degli avversari.

Insomma, Valentino Rossi ha disperato bisogno di un’inversione di tendenza, che spera arriverà proprio questo fine settimana a Barcellona. Una delle sue piste preferite, dove ha trionfato più che su ogni altro circuito: dieci i suoi successi totali in bacheca, l’ultimo solo due anni fa. Riprendersi quella vittoria che gli manca ormai da Assen 2017 sarebbe la realizzazione di un sogno, capace di dare un’indubbia iniezione di morale in un momento così critico. Ma quello che serve davvero è un segnale concreto da parte della Yamaha. A Iwata deve suonare la sveglia, per far partire una reazione forte. A maggior ragione oggi che il tempo inizia a stringere, e che il conto alla rovescia biologico di Vale si avvia verso l’inesorabile conclusione.

Fabrizio Corgnati