Attentato alle Torri Gemelle
L’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 (Getty Images)

A quasi 18 anni di distanza dallo spaventoso attentato alle Torri Gemelle, le autorità statunitensi sono riuscite ad identificare la vittima numero 1.643. Senza un nome sarebbero ancora circa il 40% delle persone decedute nella tragedia.

Sono passati quasi 18 anni dal terribile attentato alle Torri Gemelle consumatosi a New York l’11 settembre 2001 nel quale morirono circa 3mila persone e quasi 6000 rimasero ferite. Le autorità statunitensi a 18 anni di distanza sono riuscite ad identificare la vittima 1.643, i cui resti vennero recuperati solo nel 2013 dalle macerie del World Trade Center. Le generalità della vittima non sono state diffuse dalle autorità statunitensi che sono ancora occupate nell’identificazione di altri cadaveri.

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Attentato alle Torri Gemelle: le autorità identificano la vittima numero 1.643

Nella mattinata dell’11 settembre 2001 un gruppo di terroristi riuscì a prendere il comando di quattro aerei di linea e dirottarli verso New York con l’intento di compiere un attacco agli Stati Uniti. Un velivolo si schiantò contro la sede del Pentagono, uno precipitò in Pennsylvania, mentre gli altri due colpirono le Torri Nord e Sud del World Trade Center a Manhattan. Un attentato spaventoso che ha sconvolto il mondo intero in cui morirono circa 3mila persone ed altre 6mila rimasero ferite. A distanza di 18 anni, secondo quanto riportato dalla redazione di Repubblica, le autorità degli Stati Uniti hanno identificato la vittima numero 1.643, la cui identità non è stata resa nota. I resti del cadavere, la cui identificazione è avvenuta attraverso tecniche molto avanzate per le analisi del Dna, vennero recuperati nel 2013 tra le macerie del World Trade Center. L’ultima identificazione risaliva al luglio 2018, quando dopo numerosi tentativi, si risalì all’identità di Scott Michael Johnson, un operatore finanziario di 26 anni che lavorava all’89esimo piano della Torre Sud. Negli ultimi 5 anni, come racconta Repubblica, sono state identificate altrettante vittime e ad oggi le autorità non sono riuscite a dare un nome a circa il 40% delle 3mila persone decedute nello spaventoso attentato, nonostante i progressi tecnologici nel campo dell’analisi del Dna.

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