GP Canada, Emanuele Pirro spiega perché ha punito Vettel

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Emanuele Pirro (©Getty Images)

F1| GP Canada, Emanuele Pirro spiega perché ha punito Vettel

Anche se ormai il round di Montreal del Circus targato 2019 è bel che archiviato, continua a tener banco e a far discutere la penalità di 5″ inflitta a Sebastian Vettel, leader della corsa fino alla bandiera a scacchi, ma retrocesso di un posto per aver ostacolato Lewis Hamilton, ma soprattutto per aver messo in atto un rientro in pista pericoloso dopo aver commesso un errore alla curva 3 al giro 48.

E se il tedesco della Ferrari ha completato le ultime tornate del GP con i nervi a fior di pelle sostenendo via radio di essere stato “derubato di una vittoria”, e di essere “piuttosto arrabbiato”, una volta al traguardo ha trovato il sostegno e la comprensione non solo del pubblico che, bisogna dire, poco sportivamente ha fischiato l’inglese della Mercedes, ma pure di suoi ex colleghi.

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Chi invece è stato subissato di insulti essendo italiano e avendo dato l’ok ad una punizione per un team del suo Paese, è stato Emanuele Pirro che a freddo ha voluto rispondere a due big dell’automobilismo come Mansell e Andretti che via piattaforme sociale hanno espresso tutto il loro disappunto per una decisione che ha compromesso il risultato decretato dalla pure competizione e avvallato il prosieguo del dominio argenteo.

Mi ha fatto male sentire driver del calibro di Nigel e Michael dire ciò che hanno detto”, le parole del pilota e ora delegato FIA. “Loro vengono da un’epoca in cui si era sprezzanti del pericolo di morte o incidenti gravi. Oggi i tempi sono cambiati. Il mondo e le corse stesse sono differenti”.

Sono state fatte migliaia di battaglie per migliorare la sicurezza e il modo in cui si disputa una gara non può esserne escluso“, ha proseguito giustificando la sua scelta punitiva. ” Da fan della F1 e della Rossa in particolare sono molto dispiaciuto per come si è conclusa la corsa. Sono sicuro che capirete che non è stato semplice, ma l’integrità dello sport deve prevalere“.

Chiara Rainis