Guardia di Finanza
Guardia di Finanza (foto dal web)

La Guardia di Finanza ha rinvenuto e sequestrato al porto di Genova tonnellate di farmaci per bambini contraffatti stivate in due container. I prodotti farmaceutici avevano un livello di contraffazione molto alto e avrebbero potuto facilmente ingannare i consumatori.

Gli uomini del secondo gruppo della Guardia di Finanza di Genova e dell’Agenzia delle dogane stamane, lunedì 10 giugno, hanno sequestrato alcune tonnellate di prodotti contraffatti, di cui alcune di farmaci per i bambini. Tali medicinali, accompagnati da documentazione artefatta, sono stati trovati dalle fiamme gialle all’interno di alcuni container. Probabilmente i farmaci, secondo la ricostruzione degli inquirenti, non era destinati alla vendita nel territorio italiano, ma all’introduzione nel mercato nero all’estero. I prodotti avrebbero potuto facilmente ingannare il consumatore mischiandosi tra i normali prodotti, considerato l’alto livello di contraffazione delle confezioni all’interno dei quali erano contenuti.

Tonnellate di farmaci per bambini contraffatti sequestrati dalla Guardia di Finanza

Farmaci per bambini e prodotti di vario genere contraffatti sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza per un totale di 10 tonnellate. Gli uomini del secondo gruppo della guardia di finanza di Genova e dell’Agenzia delle dogane ha scoperto la merce in due container nel porto del capoluogo ligure. Nello specifico in un container sono state trovate 6 tonnellate di profumi contraffatti di marchi celebri italiani e straniere, realizzati in assenza di qualsiasi garanzia sotto il profilo sanitario, che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la salute, e nel secondo 4 tonnellate di farmaci per bambini. Dalle indagini delle fiamme gialle, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa e dalla stampa locale, è emerso che i prodotti farmaceutici erano stivate in un container proveniente dalla Tunisia e destinato al Sudan ed erano accompagnate da documentazione artefatta. I farmaci, realizzati senza alcuna prescrizione sanitaria e potenzialmente pericolosi, dunque, non sarebbero stati destinati al mercato nero italiano, ma potenzialmente al mercato nero estero e alla vendita attraverso portali siti di e-commerce su server esteri per un valore complessivo di oltre un milione di euro. Come raccontato dall’Ansa, i diffusi prodotti farmaceutici, avrebbero potuto facilmente ingannare i consumatori dato l’alto livello di contraffazione del packaging.

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