Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci nel DTM
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Petrucci sulla scia del Dovi: “Voglio provare il DTM”

Andrea Dovizioso ha ricevuto il sostegno del suo compagno di squadra Ducati Danilo Petrucci nel suo debutto nel DTM a Misano. Il ventottenne vincitore del Mugello ora sogna di poter partecipare quanto prima.

Andrea Dovizioso ha fatto il suo debutto su una Audi RS 5 DTM. Un’esperienza che il vincitore del GP d’Italia vorrebbe fare quanto prima. “Da bambino ho seguito il DTM. Ricordo i vecchi tempi in cui Alfa Romeo era ancora lì ed era competitiva. C’era molta passione per il DTM in Italia”, ha detto il pilota ternano che da ospite vorrebbe diventare protagonista “Certo, sarebbe un sogno. Sono sempre stato un fan del DTM. Sarebbe grandioso”, ha detto Petrucci, che ha spiegato con un occhiolino: “Forse dovrò vincere un po’ più spesso così guadagnerò la cabina di pilotaggio”.

Danilo Petrucci guida in MotoGP dal 2012, dal 2015 in Ducati. Mentre il compagno di squadra Dovizioso lotta per il titolo, Petrucci è quarto nel campionato del mondo e guida la prima stagione nel team ufficiale. Il forlivese ha saputo ergersi anche nel DTM con un 12° posto in gara su un totale di 18 piloti, riuscendo a familiarizzare con il suo bolide dopo pochi test: “Sono rimasto davvero sorpreso di essere veloce come i più veloci in gara. Ma questo mi rende felice, ovviamente. Ma è solo una parte dell’intera faccenda”, ha dichiarato a Speedweek.com.

Senza riverenze, ha inanellato tempi sul giro veloci e costanti, tanto da non sembrare per nulla un debuttante. “Ho imparato molto, ed è esattamente quello che volevo. Certo: ho commesso degli errori, la partenza è stata assolutamente negativa, ad esempio. Anche l’aderenza era molto diversa rispetto all’allenamento. Questo è tutto nuovo per me. Ma il lavoro sui test ha dato i suoi frutti”.

Per puntare più in alto sa che le qualifiche sono fondamentali e domenica mattina proverà a migliorarsi provando a centrare la top 10. Il 33enne deve migliorare di circa un secondo: “E’ stato bello correre contro gli altri, perché potevo guardare gli altri e le loro traiettorie. Ma per me è completamente nuovo prendere le misure delle auto e capire come posso difendermi dagli altri piloti”.