Le gomme Pirelli per la Formula 1 (Foto Pirelli)
Le gomme Pirelli per la Formula 1 (Foto Pirelli)

F1 | Ferrari e Red Bull accusano: “Mercedes vince per colpa della Pirelli”

In Formula 1 si accende una nuova guerra politica. Combattuta dietro le quinte, sotto traccia, ma non per questo meno violenta. Ad accenderla è stata il solito Helmut Marko, plenipotenziario della Red Bull, un personaggio noto nel paddock per non avere peli sulla lingua: e anche in quest’occasione non si è smentito, sganciando un’autentica bomba nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “La Mercedes ha ottenuto un vantaggio enorme grazie a questo stupido cambiamento delle gomme”, ha affermato.

L’accusa, insomma, è velata, ma perfettamente comprensibile tra le righe (e manco troppo): la Pirelli avrebbe dato una mano ai campioni del mondo in carica. Non si tratta di strani complotti, subito giustamente respinti al mittente dal gommista milanese: gli pneumatici realizzati dalla Casa sono tutti uguali e vengono assegnati per sorteggio. Dunque nessun osservatore può fondatamente sostenere che il marchio italiano riservi trattamenti di favore a nessuna delle scuderie partecipanti. Il punto di vista della Red Bull, semmai, è un altro: è il cambio alla struttura delle coperture introdotto proprio in questa stagione ad aver apportato dei benefici tecnici alla Freccia d’argento.

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“Il battistrada e il profilo sono stati resi più sottili e rigidi per il 2019”, ha spiegato ai microfoni di Sky il team principal Christian Horner. “Per questo motivo scaldare la gomma diventa molto più complicato e richiede parecchia energia”. Un toccasana per il team anglo-tedesco che, fino allo scorso campionato, aveva invece lamentato costanti problemi di surriscaldamento e di blistering con i vecchi pneumatici. “Per la Mercedes è stata una bella fortuna”, conferma Horner, “perché la loro macchina era solitamente molto dura con le gomme, in particolare quelle posteriori. A tutti noialtri tocca cercare di recuperare”. Non a caso il team di Brackley ha vinto non soltanto tutte e sei le gare disputate quest’anno con le nuove coperture, ma anche due delle tre in cui erano state sperimentate nel 2019: in Spagna, Francia e Gran Bretagna.

L’appello a Pirelli: tornate alle gomme del 2019

Insomma, stando ai Bibitari, questa novità sarebbe stata accolta con favore solo da una squadra, quella vincente. Gli altri top team chiedono invece di tornare al passato: una posizione portata avanti non solo dalla Red Bull, ma anche (seppur in silenzio e con meno fragore mediatico) dalla Ferrari. Non a caso uno dei difetti congeniti della SF90 è proprio quello di faticare tremendamente a portare le gomme nella corretta finestra di utilizzo. Il problema è che, per implementare un cambiamento del genere, serve il 70% di voti favorevoli da parte dei team: dunque, oltre a Ferrari e Red Bull, ci vogliono almeno altre cinque squadre che si schierino a favore del ritorno agli pneumatici 2018.

“Sarebbe la cosa migliore”, aggiunge Horner. “Probabilmente a quel punto nove squadre sarebbero contente e una no”. Quella no, ovvero la Mercedes, ribatte seccamente: “La Pirelli fa quello che le chiede la Formula 1”, è la difesa del team principal Toto Wolff. Vero, se non fosse che della Formula 1 fanno parte non solo gli organizzatori, ma anche le squadre. Che, proprio in questo periodo in cui si stanno definendo i controversi regolamenti tecnici per il 2021, chiedono con forza di avere più voce in capitolo nella definizione delle regole del gioco. È anche per questo motivo che, di mezzo, ci è finita l’incolpevole Pirelli.

Fabrizio Corgnati