Danilo Petrucci sul podio del Gran Premio d'Italia di MotoGP 2019 al Mugello (Foto dal profilo Twitter della MotoGP)
Danilo Petrucci sul podio del Gran Premio d’Italia di MotoGP 2019 al Mugello (Foto dal profilo Twitter della MotoGP)

MotoGP, Danilo Petrucci: “Stavo pensando di cambiare lavoro”

Danilo Petrucci arriverà in Catalunya sull’onda dell’entusiasmo dopo la vittoria del Mugello. La prima vittoria non si scorda mai e adesso il pilota Ducati proverà a metterla un attimo da parte per provare a snocciolare un’altra prestazione impeccabile.

Un percorso lungo e faticoso per arrivare in sella alla Ducati del team factory e adesso che il sogno è diventato realtà è necessario un ultimo sforzo per continuare a inseguire la scia più luminosa della sua carriera. Danilo Petrucci ha incassato una striscia perdente di sette stagioni senza vittorie fino a quando non è salito sul gradino più alto del podio davanti al pubblico di casa. Non poteva esserci posto migliore per la prima vittoria. Nessuno ci avrebbe scommesso, neppure il pilota umbro: “In passato ho pensato spesso di finire la mia carriera perché pensavo che non fosse il mio mondo”.

Non aveva intrapreso il tipico percorso delle classi minori per raggiungere la classe regina, come tutti gli altri piloti. Una carriera sui generis che lo metteva perennemente in discussione e sull’orlo dell’addio. “Ho iniziato la Superstock e ho faticato passo dopo passo a diventare un pilota Ducati”, ricorda Petrucci delle sue origini. Ha guidato prima con una Suter BMW, poi con una Aprilia CRT. “Alla terza gara della stagione volevo davvero fermarmi perché non mi sentivo più sicuro in sella alla moto, poi mi sono fatto molto male e mi sono detto: ‘Questo non è il mio mondo’. L’infortunio di Jerez, dove mi sono rotto il polso, mi ha costretto a fermarmi per due mesi”.

Petrux e il passaggio in Ducati

Ma fu in quel momento che Danilo Petrucci si rese conto di quanto gli mancassero le corse. “La Ducati mi ha dato una possibilità a Pramac e da allora la mia carriera ha iniziato a crescere”, ha ricordato il ternano. Primi podi e infine il salto al team ufficiale, ma solo con un contratto di un anno. Una circostanza che inizialmente ha pesato psicologicamente. “Ho messo pressione su di me e dopo le prime tre gare i risultati non sono stati così buoni”, ammette Petrucci. “Ho solo pensato che la competizione fosse così forte e non ho un contratto per il prossimo anno, quindi se non vinco quest’anno cambierò lavoro”.

A dargli una mano e a incoraggiarlo ha trovato il compagno di squadra Andrea Dovizioso che come ha sottolineato a più riprese lo ha letteralmente adottato. “Mi ha aiutato molto in questo tempo e mi ha detto che non dovevo pensare al futuro, ma solo al presente. Poi da Jerez ho iniziato a pensare, va bene, farò del mio meglio. Se non vincevo con questa moto non avrei vinto con nessun’altra”.