Fabio Di Giannantonio Moto2
Fabio Di Giannantonio (Getty Images)

Moto2 | ESCLUSIVA, Fabio Di Giannantonio: “Nuovo Rossi? Sono il nuovo Diggia”

Fabio Di Giannantonio dopo ottime stagioni in Moto3 è finalmente approdato in Moto2, al Team Speed Up dove sta già dimostrando tutto il suo valore. Il rider capitolino sinora si è reso protagonista di rimonte davvero clamorose come in Qatar dove ha chiuso all’11° posto recuperando dalla 19a casella. Anche al Mugello ha fatto una buona prestazione chiudendo 10° portandosi a casa il miglior piazzamento stagionale sin qui.

Sinora Fabio non ha ancora preso confidenza con la nuova categoria, ma gara dopo gara il pilota romano sta prendendo sempre più le misure a questa moto così da prepararsi adeguatamente per un 2020, si spera, da assoluto protagonista in Moto2. Noi di Tuttomotoriweb.com lo abbiamo incontrato nel weekend del GP d’Italia e abbiamo fatto con lui un primo bilancio di questa annata.

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Come è stato, per ora, questo passaggio dalla Moto3 alla Moto2?
Intanto è una cosa bellissima perché era tanto voluta. Sia da me, che dal team. Ci siamo trovati ed è stato davvero bello. Le cose che sono cambiate riguardano principalmente la moto perché vengo da una moto completamente diversa: più piccola, meno potente e più leggera. Però le cose che sono cambiate maggiormente riguardano il mio approccio alle gare. Qui è davvero tutto sul dettaglio, si lavora sulle piccole cose e non si guarda al decimo, ma al millesimo. Cosa che in Moto3, con il fatto delle scie, era un po’ più trascurabile.

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?
Quest’anno non ci sono grossi obiettivi perché è il mio primo anno. Non ho voluto mettermi chissà quale obiettivo soprannaturale. Più che altro vorrei stare il prima possibile con i primi e crescere gara per gara cercando di vincere il Rookie dell’anno.

Quale è il tuo piano in vista del 2020?
Onestamente ho già un contratto con Speed Up anche per l’anno prossimo, ma ora non penso né al 2020 né al 2021, penso soltanto a fare bene gara per gara.

L’anno scorso hai colto la tua prima vittoria nel Motomondiale: il comportamento dei tuoi colleghi della MotoGP nei tuoi confronti è cambiato?
In realtà non è cambiato il loro approccio. Alla fine più che altro ti cambia qualcosa in te stesso perché assumi la consapevolezza che sei in grado di poterlo fare. Capisci che non ci stai soltanto provando, ma ci riesci perché hai vinto, sei un vincitore e puoi farlo ancora. A livello di rapporti interpersonali non cambia molto.

Tu sei uno dei giovani talenti italiani. Spesso la stampa cerca in voi costantemente il possibile erede di Valentino, è una cosa che a te pesa?
Io sono il nuovo Fabio Di Giannantonio, quindi a me non pesa. Io cerco di essere il nuovo me dando il meglio di me.

Come è il tuo rapporto con il compagno di team?
Tranquillissimo. Jorge è un ragazzo veramente tranquillo. Nel vocabolario se cerchi la parola tranquillo ti esce scritto Jorge. Ci troviamo bene, condividiamo ogni tanto qualche scenetta nel box, ma anche in pista c’è molto rispetto. Poi lui quest’anno sta andando veramente forte quindi sto cercando di prendere anche spunto da lui. Siamo sempre rivali, ma c’è molto rispetto e questo già è una bella cosa.

Tanti piloti si sono cimentati con le 4 ruote recentemente come Dovizioso nel DTM, è una cosa che in futuro potrebbe interessarti?
Figo, mi piacerebbe un sacco farlo. Ho parlato con Red Bull un paio di volte per provare la loro macchina da Rally. Loro hanno un paio di team sia nel WRC che nel campionato Rally Cross. Mi piacerebbe provare una macchina tosta. F1 sarebbe un sogno, ma per quello tocca vincere il Mondiale serio, quello di MotoGP prima.

Tu come molti tuoi colleghi ti trasformi in gara compiendo delle rimonte fantastiche come successo in Qatar e a Le Mans: ci spieghi cosa cambia nella testa di un pilota tra la qualifica e la gara?
In Moto3 questa cosa era più fattibile perché lì era più cuore. Qui, invece, c’è tanto lavoro dietro, la gara la prepari veramente dal primo turno del venerdì mattina. La cosa che cambia tra qualifiche e gara è che io quando arrivo a fare un certo tempo poi lo mantengo per tanto tempo però ci metto un po’ di più, quindi nel weekend preparo la gara un po’ più lentamente diciamo così. In gara però ci arrivo sempre pronto. Per questo di solito riesco a fare il click soltanto in gara. Questo ha un pro e un contro insieme.

I tuoi genitori come vivono il tuo lavoro?
Sono contentissimi. Papà era il suo sogno avere il mondo delle moto attorno. Lui ogni tanto girava in pista, è sempre stato appassionatissimo. Mamma mi dice sempre sempre vai forte, non mi dice mai vai piano. Quindi sono contento anche di questa cosa qua.

Che guidatore sei fuori dal circuito?
Prudente, tranquillo, di correre zero voglia. Già ho fatto il primo crash con il motorino e lo distrussi senza mie colpe e quindi va bene così. In strada vado piano, solo in pista a tutto gas.

Chi vince il titolo nelle tre categorie del Motomondiale?
In MotoGP Marquez è bello in forma. Quindi credo lui, ma spero anche che Dovi torni a posto. In Moto2 Jorge sta facendo un bel campionato, fino ad ora tosto lì concreto quindi anche per il team metto Jorge in Moto2. In Moto3 Canet.

Antonio Russo