Marco Carta, dalla D’Urso svela in lacrime la verità sul furto alla Rinascente – VIDEO

Marco Carta furto
A ‘Live – Non è la D’Urso’ Marco Carta dice la verità sul furto – FOTO: screenshot

Ospite a ‘Live – Non è la D’Urso’, il cantante Marco Carta racconta piangendo come sono andate le cose nell’episodio di furto che lo ha coinvolto a Milano.

Non solo Pamela Prati e Mark Caltagirone. Anche Marco Carta è stato tra i protagonisti della puntata di ieri di ‘Live – Non è la D’Urso’, e lo ha fatto per dare la sua versione dei fatti e raccontare come sono davvero andate le cose in seguito al furto alla Rinascente che lo ha coinvolto pochi giorni fa in negativo. Il cantante, vincitore di ‘Amici’ e del Festival di Sanremo in passato, era stato accusato di aver sottratto sei capi di abbigliamento firmati per un valore totale complessivo di 1200 euro. Il cantante sardo ha detto: “Io mi trovavo con questa mia amica, Fabiana Muscas. All’uscita dalla Rinascente l’allarme antitaccheggio suona e subito si presenta la vigilanza, che ci ferma per sottoporci a doverosi controlli. Io mostro subito la mia borsa, con dentro gli articoli regolarmente acquistati, lo testimonia lo scontrino. Ci portano quindi in uno stanzino adiacente dove aprono la borsa di lei. E dentro si trovano le famigerate magliette rubate. Subito dopo è arrivata la polizia. Io non riuscivo a crederci, ci hanno fatto tante domande e ci hanno pure perquisito. La cosa mi ha lasciato molto scosso. E ci hanno detto di seguirli e che ci sarebbe potuto essere un arresto”.

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Marco Carta: “È stato orribile stare in carcere”

Fabiana Muscas e Marco Carta sono stati condotti in carcere. “Siamo stati chiusi in una cella, io andavo avanti e indietro. Lei era stata rinchiusa altrove. Ero senza telefonino, non potevo avvertire il mio fidanzato, il quale non ha avuto mie notizie se non a notte fonda. Poi mi è stato comunicato di trovarmi sotto arresto e che avrei potuto parlare soltanto con un avvocato. Sono rimasto chiuso lì fino alle 4:30 del mattino, quando una pattuglia mi ha accompagnato a casa. Ero sotto choc, fissavo il vuoto, ed anche se poi mi sono svegliato a casa era come se continuassi a sentirmi in galera. Alle 8:00 la polizia è tornata da me, mi ha prelevato per presenziare al processo per direttissima. Il magistrato ci ha messo delle ore ma non ha trovato prove di una mia colpevolezza ed alcune cose messe a verbale non quadravano. Sono indagato, ma non rinviato a giudizio”, chiude il sardo in lacrime. Subito dopo il fatto poi, Carta è andato a Mykonos. “Ma non sono scappato, come è stato scritto da qualche parte, sono andato in Grecia per un addio al nubilato fissato da tempo”- Barbara D’Urso lo ha abbracciato e gli ha dato appuntamento a settembre.