La Ferrari in pista nella F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari in pista nella F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Montreal, pista amica per la Ferrari: quanto vantaggio le dà il suo motore

Al Gran Premio di Francia arriverà un’ala anteriore ridisegnata, in Austria un fondo rinnovato, in Gran Bretagna un nuovo diffusore, in Germania un aggiornamento ai deviatori di flusso. La Ferrari ha già in canna una raffica di interventi radicali, che è pronta a sfoderare in rapida successione durante i quattro Gran Premi in calendario in Europa prima delle ferie estive. Per valutarne i risultati in pista, però, bisognerà ancora attendere: perché in questo fine settimana, durante il quale la Formula 1 correrà in Canada, di novità non ce n’è in programma nemmeno una.

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La brutta notizia, insomma, è che la SF90 che vedremo schierata in Quebec sarà la stessa identica delle ultime gare, con il nuovo motore che ha debuttato in Spagna senza però garantire miglioramenti di rilievo e i ritocchi aerodinamici visti in Azerbaigian che non hanno ribaltato le gerarchie dei rapporti di forza. La bella notizia, però, è che a darle una mano ci penserà la configurazione della pista, che potrebbe perfino arrivare laddove non sono riusciti gli ingegneri di Maranello.

Finalmente il circuito giusto per la Ferrari

Da Montecarlo si passa a Montreal: due circuiti cittadini, ma tra i quali c’è letteralmente un oceano di distanza, in senso fisico quanto figurato. Dalle curve medio-lente che caratterizzano le strette e tortuose stradine del Principato si passa ai lunghi rettilinei raccordati da violente frenate sull’isola artificiale di Notre Dame. Sulla carta, il terreno perfetto per far scatenare tutti i cavalli del motorone Ferrari: che tanto va in crisi nei tratti guidati quanto riesce a fare la differenza sul dritto. L’ultima volta in cui lo abbiamo visto impegnato seriamente, in Bahrein, garantì un margine medio di mezzo secondo al giro alle due Rosse.

Se a questo divario si aggiunge un altro paio di decimi dovuti all’assetto aerodinamico della monoposto, che tanto difetta di carico in percorrenza di curva quanto invece è efficace nella penetrazione frontale, si raggiunge addirittura i sette decimi al giro di vantaggio. Un calcolo che uno stesso (anonimo) ingegnere della Mercedes si è lasciato sfuggire ai microfoni della rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport: “In frenata e in trazione, la Ferrari non è messa peggio di noi, ma in compenso abbiamo solo tre curve per poter recuperare tempo”.

Ma il palmares dice Lewis Hamilton

Insomma, finalmente arriva una pista amica per il Cavallino rampante, sulla quale stavolta potrebbe essere lei a fare l’andatura, stando alle previsioni dei tecnici. D’altro canto c’è però una Mercedes che non è affatto rimasta ferma a guardare: anzi, proprio questo weekend farà esordire la nuova versione del suo propulsore, che nelle intenzioni dei progettisti anglo-tedeschi dovrebbe almeno in parte colmare il ritardo di potenza accusato in questo inizio di stagione. E poi c’è sempre lui, Lewis Hamilton, che ama il circuito intitolato a Gilles Villeneuve come pochi altri al mondo: qui vinse il suo primo GP nel 2007, e poi trionfò ancora nel 2010, nel 2012 e consecutivamente dal 2015 al 2017. Solo Sebastian Vettel, un anno fa, riuscì a interrompere la sua striscia positiva, portando la Ferrari sul gradino più alto del podio. Erano altri tempi ed era un’altra Ferrari. Ma la sensazione è che almeno stavolta, almeno su questo tracciato, si possa davvero tornare a rivedere qualche sprazzo del passato glorioso della Scuderia.

Fabrizio Corgnati