Rifiuta le terapie tradizionali: il tragico destino di una madre

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Ospedale (Getty Images)

Una donna inglese di 40 anni, sposata e madre di una bambina di 6 anni, è morta dopo aver rifiutato le cure tradizionali per combattere un cancro al seno. La donna, come spiegato da Metro.co.uk, alla chemioterapia avrebbe preferito terapie olistiche, tra cui una dieta vegana.

Una donna inglese di 40 anni, affetta da un cancro al seno, è deceduta dopo aver rifiutato la medicina tradizionale. Katie Britton-Jordan, a cui i medici le avevano diagnosticato un cancro al seno nel luglio del 2016, era una vegana convinta e per mesi ha rifiutato di sottoporsi alle cure per sconfiggere le malattia preferendo terapie alternative. La donna, secondo quanto riportato dal sito del tabloid inglese Metro.co.uk, è deceduta lo scorso gennaio lasciando il marito ed una figlia di sei anni.

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Rifiuta le terapie tradizionali per combattere il cancro: muore madre 40enne

Avrebbe rifiutato le terapie tradizionali, chemioterapia, radioterapia e mastectomia per seguire cure alternative, tra cui una dieta vegana, laser e magneti. Così una madre di 40 anni, Katie Britton-Jordan, affetta da un cancro al seno, è deceduta lo scorso 25 maggio. I medici le avevano diagnosticato la patologia nel luglio del 2016, ma Katie aveva rifiutato le terapie preferendo cure olistiche, una dieta vegana a cui ha associato il consumo di integratori a base di alghe marine ricche di iodio, curcuma cruda, capsule di pepe nero e l’utilizzo di una camera di ossigeno iperbarica. Secondo quanto riportato da Metro.co.uk, la 40enne di Dalbury Lees, nel Derbyshire, purtroppo è deceduta lasciando il marito Neil ed una figlia di sei anni, Delilah. In un primo momento dopo la scoperta del cancro la donna aveva spiegato di aver avuto buoni risultati dalle cure: “Le terapie olistiche e la dieta vegana mi stanno aiutando molto. In questo momento sto bene, riesco ancora a lavorare e a badare a mia figlia; se avessi scelto la chemio, ora sarei priva di forze e costretta a letto. Le cure come la chemioterapia e la radioterapia servono solo ad avvelenare l’organismo. Secondo me, ci sono molte opzioni che penso siano molto più preziose dell’avvelenamento di te stesso“. Ad annunciare la morte di Katie è stato il marito che su Facebook ha pubblicato un post scrivendo: “Mi si spezza il cuore a scrivere questo, ma sabato 25 maggio, Katie, con la stessa grazia e la stessa forza con cui ha gestito se stessa durante la vita, si è spenta pacificamente circondata da familiari e amici e avvolta dall’amore. Il marito della 40enne ha chiesto anche rispetto per quanto accaduto: “So che alcune persone possono avere le proprie opinioni su ciò che Katie dovrebbe o non dovrebbe aver fatto, ma qualunque cosa sia, non altera il suo coraggio e la sua dignità negli ultimi 3 anni“.

Rifiuta le terapie per curare il cancro, la dottoressa Catherine Zollman: “Combinare stile di vita sano alle cure tradizionali

Metro.co.uk riporta anche le parole della dottoressa Catherine Zollman, esperta oncologa e direttore medico di Penny Brohn UK, che in merito alla vicenda ha spiegato: “Abbiamo imparato in oltre 35 anni di sostegno alle persone affette da cancro che è possibile combinare uno stile di vita sano, dei trattamenti dietetici e complementari, con quelli convenzionali trattamenti come la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. Così facendo, si possono ridurre gli effetti collaterali, migliorare il benessere e avere maggiori possibilità di sopravvivenza a lungo termine. Nel caso in cui il trattamento offerto dal NHS (National Health Service, il sistema sanitario nazionale del Regno Unito, ndr) sia potenzialmente curativo, il trattamento e il monitoraggio sono veramente importanti. Se ti manca quella finestra, il potenziale di cura potrebbe non esserci più“. La dottoressa Zollman conclude spiegando: “Approcci nutrizionali, attività fisica, allenamento di tipo mindfulness (attitudine che si matura attraverso pratica di meditazione, ndr) e trattamenti complementari possono avere un ruolo importante nell’aiutare le persone a riprendere il controllo sulla propria salute, aiutando a gestire gli effetti collaterali del trattamento convenzionale e supportando il benessere psicofisico. Con il supporto corretto, puoi avere una combinazione molto utile dei due approcci e, per molte persone, questo approccio integrato funziona molto meglio di entrambi gli approcci“.

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